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"Una farfalla prima d'esser tale e spiccare il volo con ali variopinte è bruco e deve fare i conti con la terra umida. Bisogna esser disposti a non disprezzare l'utilità del fango se si vuol conoscere anche l'ebbrezza del cielo." -(piccolo stralcio tratto da un mio racconto contenuto in "Liberi e controcorrente come salmoni")-

lunedì 24 ottobre 2016

La Via della pace interiore. (Come ti racconto il mio vivere il Dalai Lama)








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Cari amici, ci eravamo "lasciati ad inizio Ottobre, parlando del romanzo in cantiere, delle future presentazioni di "Le Risposte Del Silenzio" (http://www.lafeltrinelli.it/libri/alessandro-de-vecchi/risposte-silenzio/9788892301207 ) e dei progetti che verranno. 
Tutte cose di cui non mancherò di condividere con gioia quando arriverà il momento. Procediamo quindi per gradi, partendo dal momento presente.
La vita mi ha regalato giorni speciali in cui ho seguito l'arrivo del Dalai Lama a Milano (Centro studi tibetani "Ghe Pel Ling"), e poi a Rho Fiera (MI), dove Sua Santità ha tenuto una serie insegnamenti e benedizioni ad una folla vastissima (oltre 13 mila presenze si sono registrate il giorno 22 Ottobre).
Racchiudere nei vocaboli e nelle elaborazioni concettuali ciò che ho provato a livello di emozioni, sensazioni e vibrazioni è davvero impossibile. Ma posso assicurarvi che in questi pochi click -che ho scelto fra i vari che ho scattato- c'è condensato tutto ciò che il mio cuore vorrebbe far trapelare. (la prima foto è presa gentilmente in "prestito" dal web).
Giovedì 20 ho avuto la "buona sorte" di poter vedere Tenzin Gyatzo (questo è il nome del XIV Dalai Lama) da vicino e stringergli la mano. Sforzo entusiastico, levataccia mattutina, corsa in macchina e poi metrò per raggiungere Via Euclide, dove  è ubicata la sede dell'istituto di studi di Dharma.
Forze dell'ordine ovunque, transenne ed uno zoccolo duro di discepoli pronti ad aspettarlo costi quel che costi. Mi metto in fila, senza sgomitare. Attendo pazientemente due ore familiarizzando e scherzando un po con addetti ai lavori, volontari, addetti alla sicurezza, italiani giunti da ogni parte e d anche una piccola rappresentanza di tibetani residenti nel ben paese.
Il Dalai Lama arriva e tutti gli sforzi, la pazienza e l'attesa si sciolgono di fronte al suo benevolo sguardo. Elargisce sorrisi a piene mani, si ferma volentieri fra la folla, poi entra nel tempio.
L'edificio al suo interno è stracolmo. Teoricamente ci sarebbe solo posto per volontari, fotografi e giornalisti, ma qualcosa di speciale è nell'aria.
Faccio una battuta con un ragazzo della sicurezza, dato che un fotografo preferisce temporeggiare e scattare foto solo esternamente. La mia battuta, senza alcuna pretesa né convinzione, viene però presa alla lettera ed il simpatico ragazzo della sicurezza ci fa entrare con piacere! Non credo a ciò che mi sta succedendo! Un colpo di fortuna o di buon karma inaspettato.
Entriamo nel tempio e Sua Santità tiene un breve discorso, poi esce e qui veniamo in contatto con lui, riuscendo a sorridergli e tenerlo per le mani.
Sabato è invece il giorno dell'immersione nella folla oceanica. 
Il mattino impartisce l'iniziazione di Avalokitesvhara (un archetipo della qualità della compassione di tutti i Risvegliati). Passando per le domande del pubblico di tutte le età e giunto dai cinque continenti. Un veloce spuntino seduti per terra, come "vagabondi del Dharma" ed arriva il momento della conferenza pomeridiana sull'etica secolare universale.
Una pace interiore da cui parte la necessità di condividere la tua serenità per il beneficio altrui. Ho ritrovato persone ed amici sparsi in tutta Italia. Ho stretto abbracci, conosciuto nuove anime, visto Sua Santità ridere con un fazzoletto in testa per insegnarci ad auto-ironizzare. 
Mi sono stupito vedendo e udendo Richard Gere, lì presente, affermare di essere da 40 anni a questa parte niente di più di uno "studente della vita". 
Ho cercato di interiorizzare un insegnamento che il Dalai Lama ci ha donato: 
"Il perdono non è accettare tutte le azioni distruttive altrui passivamente. Bensì è cercare di arginarle ma senza cedere alle afflizioni mentali come la rabbia e il desiderio di vendetta. Questo è il perdono autentico.
L'azione negativa va fermata nettamente, ma senza mai perdere la compassione per la persona che la commette. Distinguendo quindi fra il gesto negativo e la persona che purtroppo commette tale gesto."

 Un abbraccio a tutti e a presto, con novità impellenti come lo è il vivere.
  
-  ALESSANDRO DE VECCHI  -




lunedì 3 ottobre 2016

Serena passione

Anche questo mese ho collaborato con Almax Magazine, sono felice di far parte di un gruppo di persone che donano a titolo gratuito il proprio impegno per la bellezza della cultura ;) qui si trova la rivista sfogliabile: il mio racconto va da pag. 18 a 21. <GRAZIE! https://madmagz.com/magazine/837756#/page/18
 E' un piccolo stralcio di ciò che sto componendo per il nuovo romanzo.
Al momento non anticipo nulla ancora. Posso però dire che si tratta della "naturale prosecuzione" del romanzo "Le Risposte del silenzio" (http://www.lafeltrinelli.it/libri/alessandro-de-vecchi/risposte-silenzio/9788892301207)  e che mi sto divertendo moltissimo.
Pace, amore e "serena passione" a tutti.

ALESSANDRO DE VECCHI

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