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"Una farfalla prima d'esser tale e spiccare il volo con ali variopinte è bruco e deve fare i conti con la terra umida. Bisogna esser disposti a non disprezzare l'utilità del fango se si vuol conoscere anche l'ebbrezza del cielo." -(piccolo stralcio tratto da un mio racconto contenuto in "Liberi e controcorrente come salmoni")-

giovedì 29 settembre 2011

I pensieri del giorno: "bussole, rivoluzioni, tasche zeppe ed inebrianti chimere"

P.s: ciascun piccolo pensiero o aforisma che qui condivido è frutto di una mia sana "eclissi della razionalità" .
Ognuno d'essi è stato da me inserito in un contesto narrativo ben più ampio: ossia nei vari racconti che sto scrivendo per completare quel piccolo grande sogno che è il mio prossimo libro.
Oggi ho avuto il desiderio di liberarne qualcuno al vento e sentirne il bisbiglio insieme a voi :-)
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  << Anche oggi il colpo di pistola dello starter ha dato il via. Mentre tutti affannosamente corrono per conquistare la fetta di mondo apparentemente più dorata, io scelgo di camminare al mio passo, qui: vegliando sui sogni reali ed abbandonati da chi li ha bollati utopie >>.

<< Ho la schiena provata da estenuanti sale d'attesa. Le unghie consumate da speranzosi lanci di dadi. Le mani in tasca, a cercare caldo conforto e riparo dal vento tagliente. Ho anche qualche sassolino di troppo nelle scarpe, alloggiato lì: ad attendere solo l'ossigeno e la luce di un giorno radioso...che come una meticolosa bussola mi troverà >>.

<< La prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi: non puoi mutare nulla di ciò che percepisci al di fuori di te se prima non ti affacci al tuo interno, addentrandoti senza paura. Consapevole del fatto che ciò che hai visto all'esterno non è altro che la proiezione di uno dei tuoi tanti specchi nascosti >>.


 <<Sei felice? Se la tua risposta è sì continua su questa strada, se è invece no o non sai rispondere con certezza, smettila di trovare sempre un alibi per te stesso o per circostanze avverse…cambia rotta e non aver paura del mare che ancora non conosci. Non guardare fuori! Tutto ciò che vai cercando è già dentro di te, devi solo affondare la mano al tuo interno anche a costo di scavare ed avvertire inizialmente dolore, poiché ciò che vedi là fuori o allo specchio, non è altro che una proiezione di ciò che ti giace interiormente >>.

<< Vivere è un po come sfidare il mondo ogni giorno: puoi avere nel mazzo tutti gli assi che il fato ti concede, ma più che le carte che hai tra le mani, contano le tue stesse mani e l'abilità nel saper mescolar e giocare ogni carta al momento giusto >>.


ed infine il mio augurio per tutti voi :

<< Vi auguro tasche straripanti di sogni...tasche da svuotare e ricolmare con la costanza dell'alba >>.

- ALESSANDRO  DE  VECCHI -

martedì 20 settembre 2011

Perchè scrivo?....

A volte me lo domando con veemente curiosità...e la risposta non tarda mai a sussultarmi nel sangue, come un allegro folletto.
Forse il motivo per cui lo faccio è ricordare a me stesso che siamo nati liberi: come un "UNO" parte del "TUTTO". Audaci come leoni nella savana. 
Scioccamente ci siamo poi costruiti gabbie di cemento e mutui, con le quali mentiamo a noi stessi promettendoci vana sicurezza. Con l'illusione d'essa ci leghiamo a catene, sequestrandoci lo spirito: il lucchetto in una mano...la chiave spezzata nell'altra. 
( ALESSANDRO  DE VECCHI )

<< Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile. >> ( FABRIZIO  DE ANDRE' )

giovedì 8 settembre 2011

* Piccola parentesi personale...( )

Capita di sentir dentro di noi pulsare l'esigenza di gettare due righe di carattere personale. Non è nelle "mie corde" e nel mio carattere "mettere in piazza" particolari del tutto confidenziali e riservati; perciò scriverò in modo privato e proseguirò mantenendo questa mia tradizionale riservatezza
Non so con certezza se la persona a cui spero che questo messaggio ben augurante arrivi, mi stia leggendo...ma io lo scrivo ugualmente con speranza e piacere.
Desidererei solo che la persona in questione sappia quanto il mio pensiero le è stato silenziosamente ed idealmente vicino in questo suo pomeriggio "delicato"... e che quel pensiero sarà altrettanto presente anche quando a fine mese dovrà sostenere un altro momento simile. Vorrei che sapesse che quel giorno sarò nuovamente qui: nel mio angolino, per non essere invadente. Ma  sarò emotivamente partecipe, sperando d'avere piacevoli notizie....e nella mia immaginazione, al termine, nascerà un sorriso sulle labbra di entrambi, ne son certo. 
:-)

martedì 6 settembre 2011

"IMPRESSIONI DI SETTEMBRE " (pensieri privi di guinzagli)

<< Il nuotare notturno merita una notte tranquilla,
non sono certo che tutte queste persone lo capiscano.
Non è come anni fa:
la paura di essere catturato,
della noncuranza e dell'acqua.
Loro non possono vedermi nudo,
queste cose scompaiono
rimpiazzate dalla vita di tutti i giorni.
Nuotare nella notte, ricordandosi di quella notte…
…Settembre arriverà presto
ed io mi sto struggendo per la luna >>.

Così recita un prodigioso verso dell’ammaliante canzone “Nightswimming” dei R.e.m.
Settembre è arrivato, presto, molto presto… così lesto da cogliermi impreparato, o per lo meno così mi è parso.
Non ho ancora archiviato in soffitta le infradito ed i gavettoni e già mi tocca fare i conti col calendario, che impietoso mi riporta all’ordine, manco fosse un colonnello dei marines.
Questo è un periodo dell’anno in cui solitamente ci metto un po’ per “carburare” nella quotidianità. Ho bisogno di prendere le “misure” e capire che autunno mi attenderà.
Forse è anche un po’ tempo di bilanci, dato che il mio compleanno è scoccato da meno di un mese. Esattamente così: quale occasione migliore dell’ennesimo “giro di boa” e “soffio sulle candeline” ci sarebbe per tirare le fatidiche somme? Complice il fatto che avrei bisogno ormai d’una bombola d’ossigeno per smorzare tutte fiammelle sul torta, mi arrendo alla pace con me stesso. Un armistizio saggio e armonico.
Nella partita della vita forse sto in pari col mondo, o forse no, ma poco m’importa: ignorando il risultato sto compiacendomi al massimo del privilegio di poter anche solo partecipare.
Per la verità mi accorgo di come, in questi frangenti, ho ben poca aspirazione di immettermi in conteggi e somme; lascerò dunque in sospeso giudizi ed aggettivi godendomi solo il momento presente.
Settembre dunque: il mese dei ritorni. Le mie solite passioni: il profumo del ghiaccio, lo stridere delle lame metalliche sopra d’esso, alle partite di hockey.
La chitarra suonata ai falò di addio all’estate.
La cioccolata calda.
Le alitate al vetro, mentre fuori il tempo manda in scena un meraviglioso temporale; con arcobaleno strappa-applausi.
Ed addentrandosi nel tempo: le foto che immortalano i primi tappeti di foglie rosse, come fulvo pelo di volpe.
A proposito di ricomparse: ho appena udito in me il ventre sibilare dal desiderio di scrivere. Ho un libro in sospeso, un libro con molti racconti, uno dei quali davvero lungo ed impegnativo.
Che dire? Scrivere non è affatto un’attività programmabile. Non è assolutamente concepibile il pianificare in quali giorni ed in quali ore sdoganare fluenti parole ed inchiostro.
Se vuoi scrivere non puoi sederti a tavolino ed aspettare l’ispirazione… semmai devi iniziare a camminare vagando, sino a quando non sarà l’ispirazione stessa a costringerti a sederti, per annotare ciò che è sbocciato nelle tue membra.
E’ rigorosamente questo ciò che fatto la scorsa notte: favoreggiato dalla mattinata libera che avrei avuto, mi sono concesso una camminata “a zonzo” nella prime ore della notte.
Ho accuratamente immortalato nel mio registratore mentale le luci dei pub.
Le risate delle compagnie di ragazzi coi calici tesi al firmamento ed impegnati nei brindisi.
I lampioni circondati da insetti, come in un’ipnotica danza inestinguibile.
Il suono delle suole delle mie scarpe da ginnastica, inzuppate nelle pozzanghere.
Il campanile che rintocca le ore piccole, inutile ed inascoltato monito a mandarti a nanna.
In quel flash temporale ho partorito queste riflessioni, utili a riprendere confidenza con il ruvido della carta ed il battere ritmico della tastiera.
Rincorro frequentemente i miei pensieri privi di guinzaglio.
Non mi lascio stare, ma neppure mi giudico. Getto gli occhi come bisacce sulla strada e sul mondo, poi li poso sull’amaca sospesa tra le nuvole.
Siamo briciole…briciole complete.
Mi lavo i denti, mi spoglio…vado a letto. No, ancora un istante: ho bisogno di udire ancora una volta il mio “carillon personale”, è incredibile come quell’oggetto sappia riportare alle mia memoria un ancestrale ricordo che mi dona la certezza d’aver qualcuno che da qualche parte, sotto lo stesso cielo che anch’io posso contemplare, mi può a suo modo donare la sua buona notte.
Terzo rintocco: sono le tre, il sonno non risponde all’appello. La scintilla della brama di cambiamento, invece, ha gran voce.
 - ALESSANDRO  DE  VECCHI -