Visualizzazioni totali

Informazioni personali

La mia foto
"Una farfalla prima d'esser tale e spiccare il volo con ali variopinte è bruco e deve fare i conti con la terra umida. Bisogna esser disposti a non disprezzare l'utilità del fango se si vuol conoscere anche l'ebbrezza del cielo." -(piccolo stralcio tratto da un mio racconto contenuto in "Liberi e controcorrente come salmoni")-

lunedì 20 giugno 2011

GRAZIE DI TUTTO "BIG MAN" ...


Quanto sarebbe bello scrivere per altre ragioni oggi. Magari, perché no, ritrovarmi a raccontare la mia opinione riguardante una nuova scoperta scientifica che batta 2 a 0 piaghe come tumori o ictus.
Ictus: che brutto vocabolo eh? Solo il pronunciarlo mette paura. Proprio questo criminale, sabato scorso, si è portato via un omone apparentemente invincibile: Clarence Clemons.
Un nome che non avrebbe bisogno di presentazioni, dato che la sua fama lo precede.
E così un altro pezzo delle E-Street Band di Bruce Springsteen ci lascia.
Dopo la scomparsa di Danny Federici (un fottutissimo melanoma ce l’ha strappato a soli 58 anni), ora è la volta di Clarence, detto "Big Man" (e non solo per la stazza fisica).
Non amo la retorica e non voglio inciamparci. Ogni parola in questi casi mi sembra superflua (forse non appena troverò un po’ più di lucidità riuscirò anche io a scrivere o dire qualche cosa di “sensato”). In questo momento voglio solo ricordare quel suo saluto a Torino (il 21 luglio 2009, il più bel concerto della mia vita).
Fosti il primo a salire sul palco, dolorante per le varie operazioni alle ginocchia e spina dorsale, ma niente da fare, ce l’avevi promesso: << Andrò avanti a suonare finchè avrò fiato nella mia bocca e forza nella mie mani >>.  
Quella sera ci hai spiati tutti, uno per uno, col sorriso sornione di chi ci pensava: << Vi vedo, siete qui per noi e siamo qui per voi, per fonderci come fratelli di sangue>>.
Ebbene sì: liquefarsi in un impasto di rock 'n’ roll, sudore, grida, pianti , braccia al cielo e i “fanculo” lanciati al pudore… con l’istinto irrefrenabile di liberarsi nella voglia d’essere pienamente se stessi; anche davanti a 40 mila anime.
Un rito da consumare con bramoso piacere, mai fine a sé stesso. Una celebrazione che è durata quattro decenni e suggellava un patto (fatto e mai tradito) tra qualcosa più di una band ed il suo popolo.
Inutile descriverlo: << parlare di musica è come parlare di amore o sesso, meglio una dimostrazione pratica >>, diceva Bruce.
Ma forse, in questo caso, non si tratta neppure di semplice musica, si allude a qualcosa di più profondo e viscerale: un legame ancestrale che il “tuo ed il nostro boss” ha ben descritto nella struggente “Blood Brothers”.
”Big Man”,  idealmente per me sei già andato a prenderti il tuo posto accanto a “Faber”. Vi ritroverò un giorno, seduti sulla stessa panchina. Tu col tuo sax a tracolla a regalare al tempo un assolo come quello di “Jungleland”. L’altro a cantare, con una sigaretta fra le dita e la chitarra in grembo; mentre racconta d’utopia e sana anarchica libertà.
In verità siete così diversi, ma il mio inconscio vi contempla in qualche modo simili, in qualche sfumatura, tra il latteo e l’ebano delle vostre carnagioni.
Che altro dire? Non reggo gli addii, mi mettono troppa angoscia, perciò preferisco dirti: << Ciao, vecchia roccia! >>.  Nel frattempo non fare troppo il bravo!.
A San Siro, tre anni fa, vi multarono poiché avevate “sforato” di 22 minuti l’orario imposto dalle autorità benpensanti. Secondo “lor signori” la “vostra colpa” fu quella di voler donare altra gioia a chi aveva "rotto il porcellino dei risparmi" pur di far festa insieme a voi. Dissero che il “rumore” era reato a quell’ora. Stoltezza di chi non conosce il potere fatato della MUSICA e lo confonde col FRACASSO VUOTO, proveniente dai palazzi del potere.
Io non so cosa vi sia dopo questa vita, ma se per caso il paradiso di cui spesso sento chiacchierare dovesse davvero esistere, beh allora credo che sarà un luogo dove il volume alto non sarà bandito e si potrà ballare sino all’alba.
Dimenticavo: grazie di tutto Fratello! Il “boss” te lo saluterò io alla prima occasione buona! È stato un privilegio ascoltarti ed è stato altrettanto meglio essersi lasciarti (temporaneamente), che non essersi mai incontrati.

-ALESSANDRO DE VECCHI - 

7 commenti:

  1. mi piace! mi piace!! pubblico il link!!!

    RispondiElimina
  2. E' una partita dura! Speriamo al più presto di sconfiggerla! Ti abbraccio forte amico mio...ti voglio bene Ale...bacio <3

    Kiki

    RispondiElimina
  3. bellissimo sembra un articolo di giornale! Sono sicura che da lassù sarà molto onorato di "leggere" queste parole che vengono dal cuore!

    RispondiElimina
  4. Non conoscevo tutti questi passaggi...grazie Ale...ben redatto
    VDC

    RispondiElimina
  5. Se mi consenti (forse si presta) mi associo alla tua commozione con una poesia da "Anime in transito". Ciao. Vanni

    Eppure
    Non sarà che uno strappo
    Il respiro di un dardo
    Che detende la corda
    Un arretrare
    forse
    E già il buio
    Corteggia lo sguardo
    Limare di cicale
    A spegnersi
    Inganno d’albe
    A schiudersi
    Tarde
    E musica
    Ad accompagnare
    Un danzare tondo
    Autunnale
    Di foglie.

    RispondiElimina
  6. Splendide parole, complimenti. 21 luglio 2009, Torino, anche x me il concerto più bello della mia vita. Big man sarà sempre con noi, così come Danny. La loro musica vivrà per sempre.

    RispondiElimina
  7. Grazie a tutti per questi piccoli-immensi attestati di stima, che mi spigono a migliorare me stesso sotto tutti i punti di vista: come "blogger", come aspirante scrittore.. ma soprattutto come essere umano...un abbraccio a tutti!

    RispondiElimina