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"Una farfalla prima d'esser tale e spiccare il volo con ali variopinte è bruco e deve fare i conti con la terra umida. Bisogna esser disposti a non disprezzare l'utilità del fango se si vuol conoscere anche l'ebbrezza del cielo." -(piccolo stralcio tratto da un mio racconto contenuto in "Liberi e controcorrente come salmoni")-

La bacheca comune(spazio di discussione aperto)

Questo spazio (che ho volutamente intitolato "La bacheca comune")  nasce col desiderio di rendere questo blog sempre più dinamico, interattivo...vivo e vivace :-)
La mia idea di blog è, come ho espresso più volte, simile a quella di una casa, o meglio ancora (dato che amo gli spazi aperti) un cortile comune! :-)
Mi è dunque detonata tra le mani la volontà di creare una sezione spalancata a tutti... dove chiunque quotidianamente, o in qualsiasi momento ne senta il piacere, possa scrivere ciò che desidera: raccontare un'esperienza, salutare, commentare un fatto di cronaca o di vita, postare link e video ecc...
Sono sempre più convinto che questa "esperienza" (che ho intrapreso con entusiasmo mesi fa) per poter essere ancora più significativa, debba passare anche e soprattutto attraverso la condivisione, lo scambio positivo, l'entusiasmo ed il reciproco dialogo.

Ho voluto fortemente questo  "nuovo elemento" per rendere questo luogo sempre più nostro e vostro. L'ho immaginato proprio perchè sogno un rifugio di anime vitali, un "laboratorio delle idee" dove la comunicazione non si limiti ai miei post (altrimenti finirebbe col diventare un qualcosa di auto-referenziale, cosa che vorrei assolutamente evitare).
Il mio obbiettivo è quello di arrivare un giorno ad accorgermi insieme a tutti voi  che questo sito sia nel frattempo divenuto una specie di piazza d’incontro. Dove chiunque, quando ne ha piacere, ascolta, racconta o anche semplicemente osserva… certo di poter scambiare reciprocamente parole, energia , vita…senza aver bisogno di megafoni, perché quando parli ad un amico egli è in grado di percepire anche il bisbiglio della tua mente.
Spero passerete da queste parti frequentemente, così come mi auguro di trovare il pavimento di questa “NOSTRA capanna” zeppo delle vostre tracce, preziose per ognuno di noi ! La penna è dunque a vostra disposizione, nessuna censura: conosciamoci, conoscetevi, discutiamo e discutete anche fra di voi quanto vi pare e piace :-)
Vi abbraccio col consuento calore e vi aspetto con gioia e fiducia . Il nostro blog vive anche e soprattutto grazie ai vostri interventi :-)

Peace, love and justice for all...(Alessandro De Vecchi)

IMPORTANTE:

Per poter rivisitare questa bacheca in qualsiasi momento (e lasciare tutto ciò che desiderate) basterà semplicemente cercarla agevolmente nella colonna di destra del blog , sotto la voce in grassetto MENU'  si trovano le varie sezioni (  "home page",  "benvenuti",  "i miei libri","articoli e curiosità", "foto e frammenti sparsi di vita",ecc...) la seconda sezione è proprio "LA BACHECA COMUNE": cliccate in quel punto e si aprirà QUESTA pagina, dove poter scrivete tutto ciò che avete voglia di condividere :)

Inoltre , come potete  vedere più in basso (sempre nella colonna destra del blog) c’è un nuovo spazio (un rettangolino) chiamato “CHIACCHIERE LIBERE” …è una sorta di “libro firme” sempre visibile dove ognuno può salutare, scrivere, lasciare il proprio messaggio. 
Grazie !







65 commenti:

  1. Ecco il primo sasso nello stagno, come promesso.. ora penna libera a voi amici :)

    "Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto...... e' speciale. (Storia di saggezza popolare)"
    Il mio amico aprì il cassetto del comodino di sua moglie e ne estrasse un pacchetto avvolto in carta di riso: "Questo - disse - non e' un semplice pacchetto, e' biancheria intima". Gettò la carta che lo avvolgeva ed osservò la seta squisita ed il merletto. "Lo comprò la prima volta che andammo a New York - proseguì - 8 o 9 anni fa. Non lo usò mai. Lo conservava per una "occasione speciale": bene, credo che questa sia l'occasione giusta". Si avvicinò al letto e collocò il capo di vestiario vicino alle altre cose che avrebbe portato alle pompe funebri. Sua moglie era appena morta. Girandosi verso di me, disse: " Non conservare niente per un'occasione speciale, ogni giorno che vivi e' un'occasione speciale".
    Sto ancora pensando a queste parole.....hanno cambiato la mia vita. Adesso leggo di più e pulisco di meno. Mi siedo in terrazzo ed ammiro il paesaggio senza far caso alle erbacce del giardino. Passo più tempo con la mia famiglia e gli amici, e meno tempo lavorando. Ho capito che la vita deve essere un insieme di esperienze da godere, non una striscia di tempo per sopravvivere.
    Ormai non conservo nulla. Uso i miei bicchieri di cristallo tutti i giorni. Mi metto la giacca nuova per andare al supermercato, se così decido e se ne ho voglia. Non conservo il mio miglior profumo per feste speciali, lo uso ogni volta che voglio farlo.
    Le frasi " un giorno...." ed "uno di questi giorni...." stanno scomparendo dal mio vocabolario. Se qualcosa vale la pena di essere ascoltata , vista o fatta, voglio ascoltarla, vederla o farla adesso.
    Non sono sicuro di cosa avrebbe fatto la moglie del mio amico se avesse saputo che non sarebbe stata qui per il domani che tutti prendiamo tanto alla leggera. Credo che avrebbe chiamato i suoi familiari ed i suoi amici intimi. Magari avrebbe chiamato alcuni vecchi amici o semplici conoscenti per scusarsi e fare la pace per una possibile lite passata. Mi piace pensare che sarebbe andata a mangiare cibo cinese, il suo preferito.
    Sono queste piccole cose che mi infastidirebbero se sapessi che le mie ore son contate. Sarei infastidito perchè smisi di vedere buoni amici con i quali mi sarei messo in contatto "un giorno...", sarei infastidito perché non scrissi certe lettere che avevo intenzione di scrivere "uno di questi giorni....", sarei infastidito e triste perchè non dissi ai miei fratelli ed ai miei figli, con sufficiente frequenza, : "ti amo".
    Adesso cerco di non ritardare, trattenere o conservare niente che aggiungerebbe risate ed allegria alle nostre vite.
    Ed ogni giorno dico a me stesso che questo giorno e' speciale......
    Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto...... e' speciale. (ANONIMO)

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  2. Questo racconto è molto bello, sembrano banalità è invece sono proprio le banalità che a volte dimentichiamo. Troppe volte ripetiamo la parola "non vedo l'ora di fare, di andare, di avere...." E così dimentichiamo di vivere l'ora attuale, l'adesso... Certo è vero che a volte è proprio il piacere stesso di aspettare qualcosa o qualcuno che ci dà gioia, ma concentrando la mente e il cuore solo su quell'unico fine, dimentichiamo di godere pienamente della presenza di chi è accanto a noi in quel momento, di apprezzare un tramonto,un film, una canzone persino un rumore...dimentichiamo di vivere sempre con la stessa gioia e la stessa intensità ogni momento che la vita ci regala. Quando sono immensamente felice ho l'abitudine di dire "potrei morire in questo momento e sarei felice" come se non potessero esserci più momenti così belli, forse è così, ma forse no ed è questo il bello della vita, non sapere se domani potrai essere più felice di oggi ma OGGI te lo devi godere pienamente!!!
    Grazie Ale per questo spazio, qui ci si sente proprio liberi di scrivere col cuore!!!

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  3. come ho scritto nel post della presentazione: -Ho voluto fortemente questi due nuovi elementi per rendere questo luogo sempre più nostro e vostro. L'ho immaginato proprio perchè sogno un luogo di ritrovo dinamico, un "laboratorio delle idee" dove la comunicazione non si limiti ai miei post (altrimenti finirebbe col diventare un qualcosa di auto-referenziale, cosa che vorrei assolutamente evitare)-

    Ora leggo con piacere quest'intervento e mi si distendono i muscoli facciali per far spazio ad un largo sorriso... GRAZIE!! ^_^ grazie a te che hai contribuito e che sono certo contribuirai ancora a farci sentire tutti parte di qualcosa di speciale ed unico... anche se spesso lo dimentichiamo concentrando erroneamente la nostra attenzione solo sulla macchia nera del foglio, ingnorando ingiustamente il candido bianco che sta tutto intorno!

    un abbraccio a te ed un clamoroso benevuto ai prossimi :)

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  4. Non ricordo dove e quando ma ricordo perfettamente di questo saggio racconto….mi colpì molto la prima volta che lo lessi e mi colpisce ancora …. ora….
    Si potrebbe parlare per ore dei segreti di questo pezzo….
    Che belli siamo….Siamo tutti sognatori, pescatori di guizzanti idee, meravigliosi collezionisti di idee, buoni estimatori di pensieri alternativi….ce la caviamo benissimo sull’arte di disquisire delle sfumature della vita…
    ne raccogliamo parecchie anche da postazioni remote….
    Siamo sostenitori della libertà …delle più belle filosofie sul tempo …sulla sua fugacità …e sull’ importanza della raccolta degli attimi…senza spreco di briciole d’istanti…LA VITA VA VISSUTA APPIENO !!!!!!!
    Il tempo ci dona e ci toglie, sta a noi leggere il momento giusto per lasciare la presa o per afferrare…
    Siamo tutti dei sognatori, cavalchiamo principi ineluttabili, indiscutibili…siamo dei meravigliosi buoni teorici…ma poi in pratica viviamo il “carpe diem” del domani….
    Troppo soggiogati da doveri e responsabilità, fatichiamo ad ammettere che anche noi, si proprio noi…liberi pensatori…paladini dell’anima…ci troviamo a portarla al guinzaglio per il bene comune….ma di quale comune ..non è mai troppo chiaro…
    Rimandiamo a domani i nostri godimenti, la nostra festa, il nostro gioco perché troppo importanti per viverli così …di corsa, senza tempo…meglio dedicare loro un tempo più congruo…che già sappiamo non arriverà mai….
    Ci ripetiamo di vivere ogni attimo come fosse l’ultimo …di non conservare privando il momento….ammiriamo tutti la cicala ma poi siamo tutti delle piccole formiche che condannano la cicala…
    Quando partiremo …per dove ….tutto quello che avremo conservato e non vissuto resterà qui ..
    e tutto allora sarà veramente ……………sprecato !!!! Ma questo spesso lo dimentichiamo e nel dimenticarlo coltiviamo il giardino dei rimpianti………..
    ciao Ale
    Giuly

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  5. Splendide parole Giuly,

    mi viene in mente questo aforisma "Quanto più pensiamo a tutto quello che fu e che sarà, tanto più pallido ci diventa quel che è ora." (Friedrich Nietzsche)

    Probabilmente ce l'abbiamo tutti nel DNA questa non voglia di accettare che il presente può essere già il meglio che la vita ci offre....

    Aspetto il lancio del prossimo sasso Ale, son già pronta a tuffarmi nello stagno!!!
    Lorely

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  6. Grazie Giuly!! ho riletto 3 volte consecutivamente questo tuo splendido intervento :)
    mi auguro di rileggerti frequentemente da queste parti, le tue poesie , così come le tue considerazioni sono sempre un'occasione preziosa ! Questo tuo scritto di oggi mi ha fatto tornare alla mente questo'altro racocnto di saggezza popolare che ora posterò.. GRAZIE ANCORA PER IL TUO PREZIOSO INTERVENTO!! A PRESTISSIMO!:)

    IL MISTERO DELL’ELEFANTE (SAGGEZZA POPOLARE)
    Quando ero piccolo mi affascinavano i circhi e la cosa che di essi più mi piaceva erano gli animali e, tra gli animali, il mio preferito era l’elefante.
    Durante l’esibizione, l’enorme bestia impressionava tutti con il suo peso, le sue dimensioni, la forza smisurata. Però, dopo la sua esibizione e fino ad un minuto prima di tornare sulla scena, si poteva trovare l’elefante dietro la tenda principale, legato con una catena che imprigionava una delle sue zampe ad un piccolo palo di legno conficcato nel terreno per qualche centimetro.
    Il mistero è evidente: perché l’elefante non fugge sradicando il paletto, quando il suo sforzo sarebbe simile a quello che farei io per spezzare un fiammifero?
    Quale forza misteriosa lo tiene legato, impedendogli di fuggire? Avevo sette o otto anni ed ancora nutrivo fiducia nella saggezza degli adulti. Chiesi allora ai miei genitori, maestri e zii, cercando di dare delle risposte a questo mistero...
    Non ne trovai una coerente (l’età non è un ostacolo per percepire la coerenza, o la mancanza di essa, in quello che la gente ci dice). Qualcuno mi spiegò che l’elefante non fuggiva perché era ammaestrato. Feci allora una domanda ovvia: “Se è sicuro che è ammaestrato... allora perché lo incatenano?”. Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta che mi soddisfacesse. Con il tempo mi dimenticai del mistero dell’elefante e del palo... lo ricordavo soltanto quando mi trovavo con gente che mi dava risposte incoerenti per cavarsi d’impiccio ed un paio di volte con altre persone che si erano poste la stessa domanda. Finché un giorno ho incontrato una persona abbastanza saggia da darmi una risposta che alla fine mi ha soddisfatto: “L’elefante del circo non scappa perché è stato legato ad un palo per tutta la sua vita, fin da quando era piccolo”.
    Chiusi gli occhi ed immaginai il piccolo elefantino, con solo qualche giorno di vita, legato al palo. Sono sicuro che in quel momento l'animaletto spinse, tirò, scalciò e sudò cercando di slegarsi, ma, nonostante tutto il suo sforzo, non poté liberarsi. Il palo era certamente troppo forte per lui. Potrei giurare che il primo giorno si addormentò sfinito per l’inutile sforzo e che il giorno dopo provò di nuovo e così ancora il seguente e quello dopo ancora...
    Finché un giorno, un terribile giorno, l’animale accettò la sua impotenza e si rassegnò al suo destino. L’elefante smise di lottare per liberarsi. Questo elefante enorme e poderoso non fugge perché crede di non poterlo fare. Ha registrato nella sua mente il ricordo dei suoi inutili sforzi di allora e ora ha smesso di lottare; non è libero perché ha smesso di cercare di esserlo.
    Non ha mai più cercato di mettere alla prova la sua forza! Ognuno di noi è un po’ come questo elefante: andiamo per il mondo attaccati a centinaia di pali che ci privano della libertà. Viviamo credendo che “non possiamo” liberarci da una enormità di cose, semplicemente perché una volta abbiamo provato senza ottenere risultati. Registriamo nella nostra mente: “Non posso... non posso e mai potrò”. Cresciamo portandoci dietro questo messaggio che noi abbiamo imposto a noi stessi e senza mai tornare a rimetterci alla prova. L’unica maniera di sapere quali sono le limitazioni ora è provare di nuovo, mettendo in questo proposito tutto il nostro cuore

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  7. Buon giorno Lorely!!!! :)) stupenda la tua citazione di "Nice" (non la ricordavo più e rileggerla mi ha riportato alla mente un variegato arcobaleno di ricordi) ... ps: il nuovo "sasso" l'ho appena lanciato qui sopra e non vedo l'ora di vederne tanti altri vostri in questo stagno, che vuol crescere come un lago :)))

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  8. ciao, Alessandro, grazie per il tuo interessamento!
    buona serata

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  9. Ciao Giglio!!!! buona serata a te e complimenti vivi per il tuo blog :)) come vedi sono spesso dalle tue parti ^_^ a presto!!!

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  10. L’ABBATTIMENTO c’impedisce di alzare il capo e guardare leggermente più in là e spesse volte noi ci auto-abbattiamo….
    Ma perché ci abbattiamo, perché ci arrendiamo, perché non crediamo in noi???....
    C’è chi non fa in tempo a cadere ed è di nuovo in piedi (sempre più una minoranza) e chi accompagna la caduta con il peso della sconfitta …un peso di piombo che impedisce il respiro, il volo, la curiosità…(sempre più numerosi i casi di vittimismo, perlomeno in qualche maniera si riesce a farsi notare)….è molto più facile dire “non ce la faccio” che ostinarsi, anche facendosi ancora e ancora male nell’intento di rovesciare una situazione, recuperare un diritto, riscattare il rispetto, riprendersi ciò che è nostro di diritto…..la LIBERTA’!!!!!! Ma non la libertà di andare dove vogliamo, nel fine settimana, ma la libertà che spetta all’anima…
    Perché possiamo girare il mondo, comprare tutto ciò che desideriamo ma un attimo dopo ci mancherà un’altra cosa o sogneremo un altro viaggio…perché quello che manca è un animo appagato, libero e sereno e FELICE di essere poco o tanto …
    La vera libertà è come la nobiltà d’animo, come la ricchezza di sentimenti, non ostenta libertà …l’HA solo!!!!!!!
    L’elefante è un pachiderma soggiogato dalla sua sfiducia in se stesso…l’oppressione, la frustrazione, il dominio annullano anche la forza di un gigante….
    Siamo tutti molto bravi a dare dei consigli, perché dare consigli, in qualche maniera è come soccombere...in entrambi i casi non si è i veri protagonisti…
    La società di oggi è piena di elefanti, grossi esibizionisti ammaestrati principalmente dai giochi di potere della TV…nata per liberarci, arrivata al punto di renderci schiavi di pugni di NIENTE….
    La cosa triste non quella di cadere e a volte non riuscire a rialzarsi …ma quella di non tentare, di arrendersi e vivere con l’anima ….morta.
    E’ sempre un piacere leggerti Ale….un continuo spunto di riflessione e un tentativo di alzare il capo per scorgere un pochino .....oltre.
    Giuly

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  11. Giuly è un vero piacere leggerti, lo dico senza la minima traccia di retorica. Costruire uno spazio simile per me è stato una necessità (come ho ampiamente spiegato). Una necessità oserei dire quasi fisiologica: come lo è respirare o bere, perchè per me comunicare significa proprio questo, ovvero confrontarmi con voi ed uscire (spero) da questo confronto bi-laterale tutti reciprocamente arricchiti moralmente.
    Vedere persone che come te "si prendono la briga" di dedicare un poco del proprio prezioso tempo (rinunciando magari a qualche minuto di tv o "cazzeggio") per cercare un po di "sano confronto e dialogo" è la mia e la nostra simbolica vittoria! - significa che in fondo c'è ancora speranza che la tv non sempre la faccia da padroda (lungi da me voler demonizzare tv o mass media che se utilizzati in modo costriuttivo sono altrettanto utili), denota altresì che in qualche modo esiste ancora qualcuno che sa dare imporartanza ai rapporti, alle opinioni... e per questo ti devo un "GRAZIE" sentito e maestoso.
    Tornando al tema libertà: inutile dirti quanto sono sulla tua stessa lungezza d'onda, potrei concludere citando qualcuno che disse : la libertà non è fare tutto ciò che si vuole, semmai è volere tutto ciò che si fa.
    Un abbraccio e a presto! ^_^

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  12. FLASHBACK
    Ricordo l’altalena appesa alle gradi braccia dell’ulivo…l’erba alta, pettinata dal vento, onde che simulavano il mare ….e l’odore di quell’erba che mi faceva impazzire.
    Ricordo, poi la stalla e Stella, il cavallo del nonno, con cui andavo a parlare quando qualcuno o qualcosa mi faceva arrabbiare.
    Ricordo che ero molto piccina e intorno a me tutto era alto, immenso e lontano…..ma tutto molto vicino al mio sentire.
    La casa di campagna del nonno era una casa umile, umile ma dignitosa….e piena di magia….la pozione di magia di cui siamo corredati quando veniamo al mondo e che spesso ci viene sottratta ingiustamente.
    Io questa magia ho avuto la fortuna di conoscerla, di assaporarla, di farne lunghe scorpacciate, di moltiplicarla e spero di non peccare di presunzione …di regalarla…..
    Tutto ciò comporta ampie vedute, grandi viaggi interiori…e anche molta sofferenza…perché un conto è vedere i colori…un conto è vedere i colori e le loro sfumature….tra le sfumature si si perde, ci si gioisce, ci si soffre.
    Giuly

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  13. Citandoti : "perché un conto è vedere i colori...un conto è vedere i colori e le loro sfumature....tra le sfumature si si perde, ci si gioisce, ci si soffre"

    Che atro si può aggiungere? qualsiasi altro commento farebbe solo rumore perchè il tuo è già perfetto e non necessita di null'altro... rafforzo solo il tutto con una splendida scena tratta dal film "al di la dei sogni"

    al di la dei sogni

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  14. cliccate sul link in azzurro precedente per vedere il filmato
    importante : per chiunque volesse inserire filmati o link attivi ecco un esempio sul come farlo :

    ecco come inserire i collegamenti

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  15. Giuly hai colto in pieno la verità racchiusa tutta in una frase: "manca l'animo appagato". Una volta credevo che esistessero solo il bianco e il nero, il bene e il male, credevo che esistessero persone buone e integre e persone malvagie e peccatrici, con gli anni ho imparato anche e soprattutto su me stessa che non esiste nulla di così netto, anche la persona più integra può smarrire la strada, anche la persona più decisa può essere confusa, anche la persona più determinata può essere insicura...Durante questo cammino ho capito che le devi accettare queste sfumature e che anche le sbavature possono essere degli splendidi colori dopotutto....Da bambina avevo paura del buio, di notte se mi svegliavo avevo paura di qualsiasi rumore ma era di me che avevo paura, avevo paura di stare da sola con me stessa perchè avevo paura di scoprire che anche io non era perfetta, non ero infallibile e che anche io potevo avere un lato oscuro come la notte...Ho ancora un pò paura del buio ma sto imparando a conviverci - anche grazie ad esperienze come questa, di condivisione di pensieri - sto imparando ad accettare le sbavature dell'arancio, del giallo e del rosso tendenti al grigio e al nero che stanno dentro ognuno di noi....Un'ultima considerazione, l'elefante del racconto forse aveva paura di scappare perchè non voleva deludere il pubblico del circo con la sua assenza, più che per la paura di non riuscirvi... In fondo, siam tutti spettatori e protagonisti del circo della vita :-)))
    Lorely

    p.s. Ciao Ale, appena capisco bene come si fa inserirsco anche io dei link ;-)

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  16. Buonasera a tutti! Ho letto i vostri bellissimi post... e sentendo parlare di animo (appagato o meno) e di colori e sfumature mi è venuto naturale pensare a quello che secondo me non è solo un film ma una vera e propria opera d'arte: "I colori dell'anima", per l'appunto. L'avete mai visto? Parla della vita di Modigliani, ma lo fa con una poesia che toglie il fiato.
    Se riesco ad imparare come si fa, seguendo le istruzioni suggerite, vi posto la mia scena preferita... ;)

    ps. già che sono qui... grazie Ale per questo spazio di libere e belle chiacchiere :)

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  17. Grazie a tutti! grazie davvero di cuore Giuly, Lorely e Lullamy.. vi ringrazio di cuore perchè questo era il mio intento: arrivare a poter "avviare discussioni così piacevoli" e libere per tutti!!!
    Tornando all'ultimo post, sembrerà pazzesca la coincidenza, ma prima di mettere il link del film "al di la della vita" avevo pensato anche a "i colori dell'anima" perchè ben si presta alla descrizione che Giuliana ha dato delle sfumature.
    Di questa meravigliosa pellicola,che ho visto qualche anno fa (e che parla della vita del pittore Modigliani) ho amato in particolare una scena dove si intuisce la sua capacità di radiografare l'anima della gente.
    Modigliani mostra un quadro incomplento dicendo alla sua amata che non ha ancora dipinto i suoi occhi perchè deve prima conoscerne l'anima!

    ecco il link! buona visione e buona serata!!.. a presto!! ^_^

    I COLORI DELL’ANIMA

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  18. Ciao Lullamy, forse ho capito di quale scena parli, quella in cui M. dice a lei che deve conoscere la sua anima per poter dipingerle gli occhi, è fantastica!!! Vale lo stesso per le fotografie, devi saper cogliere e conoscere l'anima del soggetto che vuoi fotografare per fare una buona foto e per vedere nella foto ciò che vedi tu della persona :-)
    Lorely

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  19. Esatto Lory!! hai fatto bingo!! la scena l'ho descritta qui sopra e ho messo anche il link del video :)) un bacione

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  20. ahah sì ho visto, quando ho pubblicato il mio commento ho visto che era stato appena pubblicato il tuo con il link, ma io non l'avevo ancora a video mentre scrivevo :-)))
    Baciotto :-))
    Lorely

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  21. Eccomi Ale...splendida idea...VDC

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  22. grazie Vale!! poetessa!! ti aspettiamo con piacere anche qui, sarebbe un onore sincero avere qualche tuo scritto o qualche stralcio tratto dal tuo sito ^_^
    Un abbraccio e un caloroso benvenuta!

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  23. Lorely… Ale e tutti quanti leggete… grazie, queste chiacchiere a cuore aperto mi stanno piacendo parecchio *_*
    Lorely ero molto piccola e anch’io avevo paura del buio …ma ancor più delle ombre, avevo persino paura della "mia" ombra.
    Ricordo che la cercavo e poi scappavo…piacevole paura del mistero, la definisco oggi….
    Per motivi che vi narrerò in altra sede io vivevo con i miei nonni paterni e i miei genitori abitavano a sette-ottocento metri, forse anche un chilometro di distanza, più si è piccini e più le distanze sono grandi,
    mia nonna mancava da casa da un paio di giorni, sua madre stava morendo e tutti i figli erano riuniti al suo capezzale…
    Era una di quelle tristi sere tristi che intristiscono sempre di più, una di quelle sere lunghe e sghembe vestite di grigio e pane raffermo, di momenti pesanti e senza colori….avrò avuti circa cinque anni, quando in casa c’è stata improvvisamente un’emergenza: mio nonno stava male, si lamentava e il suo lamento col passare dei minuti diventava pianto…
    Io ero spaventata e non sapevo cosa fare….soffriva di calcoli ai reni ed era in piena colica renale …strillava e piangeva…non avevo mai visto mio nonno piangere. Lui era un uomo e io sapevo che gli uomini sono forti e non piangono…lì ho scoperto che gli uomini sono più fragili delle donne e sanno anche piangere……forse meglio delle donne…..
    Insomma il nonno tra un lamento e l’altro mi chiese di arrivare a casa dei miei genitori e far venire la mamma a fargli una puntura…io ero terrorizzata….uscire da sola in piena notte ……PAURA!!!!
    Dovevo farlo, il nonno stava troppo male, allora mi ricordai di quello che mi aveva detto la nonna a proposito della paura…” Se in cuor tuo ti sentirai rapita dalla paura, schiacciata dall’angoscia, e sentirai il cuore in gola, chiudi la tua paura nel tuo pugno, tienilo stretto stretto e corri, vai dove devi …ma tieni il pugno serrato, quando avrai attraversato tutto il tuo percorso, quando sarai giunta alla meta, solo allora, apri la tua mano e guarda cosa c’è…quello che vedrai è la paura…”
    Io quella sera nel cuore della notte e con il mio in gola, l’angoscia sulle spalle …per non avere gambe rigide, perché in genere l’angoscia ti blocca le gambe e a me servivano gambe forti…serrai entrambi i pugni e cominciai a correre….
    Non ricordo quanto durò quella corsa ma fu la corsa che mi cambiò la mia, al momento, ancor breve vita……
    oggi mi sa che ho esagerato;-)
    ....un saluto a tutti!!!!!
    Giuly

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  24. Buongiorno Giuly (e a tutti quanti compreso Ale!!!),
    non hai esagerato affatto è bello condividere le nostre esperienze quelle belle e quelle brutte, perchè tutte quelle esperienze ci hanno permesso di essere oggi quello che siamo! Condividerle serve a confrontarsi e si impara sempre qualcosa dalle esperienze degli altri. A me capita spesso anche sugli autobus che le persone si siedano accanto a me e comincino a parlare della loro vita, di solito sono persone anziane o persone che sembrano avere difficoltà a farsi accettare dagli altri. Io adoro ascoltare ciò che hanno da dire perchè i loro racconti per quanto possano essere a volte strampalati mi hanno sempre insegnato qualcosa. E' strano, ma le risposte che cercavo dalla vita molto spesso le ho ricevute da un perfetto estraneo incontrato per caso che mi ha raccontato un aneddoto sulla sua vita.
    Tu hai avuto dei nonni straordinari!!! Che ti hanno insegnato a sconfiggere la paura, mio nonno mi ha insegnato ad allacciarmi le stringhe ma non mi ha insegnato a sconfiggere la paura, nè lui, nè i miei genitori, perchè non ho mai permesso a nessuno di vedere che avevo paura. Ho sempre adorato andare in bici e credo che nella mia vita me ne abbiano rubate almeno una decina...Mio nonno puntualmente me le ricomprava ma io ho sempre avuto paura che me la riportassero via...Ancora oggi quando la lego a un palo la saluto e dico chissà se ti ritroverò al mio ritorno...sciocco vero? Succede lo stesso con i rapporti personali ma le persone non le lego ahaha. Anzi, con le persone ho sempre attuato la teoria della gabbia aperta, se resti è perchè hai voglia e piacere di restare, io non ti costringo...per questo ho sempre paura dei saluti e delle separazioni ho sempre paura che sia l'ultima volta che ci si vede. Mia nonna ripeteva che a me "l'acqua mi bagna e il vento mi asciuga" apparentemente è così e sono forte è vero ma anche io ho paura e ho le mie fragilità contro cui è bello lottare ogni giorno altrimenti che gusto avrebbe la vita? Non apprezzi il dolce se è tutto troppo dolce, lo apprezzi di più dopo aver mangiato il salato no?
    Un abbraccio virtuale a tutti!
    Lorely

    RispondiElimina
  25. Giuly, Lorely, Vale Lullamy e tutti quanti: tutto quello che ho da dire oggi è semplicemente GRAZIE! .. di esserci, di raccontarvi (spesso anche in modo confidenziale, privato, delicato). Mi ritengo un privilegiato proprio perchè ho voluto questo piccolo rifugio per arricchirmi interiormente ed ha funzionato...
    qui ho trovato qualcosa di prezioso in voi e ho incontrato la volontà di "farmi umilmente 1 po da parte...per godermi la meraviglia dell'ascolto e dell'insegnamento altrui" , sono convinto che per "crescere" occorre innazittutto saper ASCOLTARE.
    Che magnifico privilegio !!!
    GRAZIE A TUTTI VOI E A TUTTI COLORO CHE VERRANNO,
    un abbraccio.

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  26. ...Bellooo mi piace tanto la bacheca comune! grazie Ale!!!

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  27. Ma grazieeeeee a te !!! ;-)) sono felice che ti piaccia questo "spazio libero e nostro " e visto che gradisci ti aspetto frequentemente qui ^_^

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  28. Ho appena fatto una scorribanda in questa bacheca comune...é una fucina di idee per chi ha voglia di scrivere! Le esperienze degli altri possono essere utili a chi sa usare il pc (una volta penna e calamaio) per estrapolare e inventare nuove storie. Chi fa di buon esempio virtù non può che esserne contento. Continuerò a seguire questo spazio, saluto tutti. Magu. L'ago fatato di Magu.blogspot.com

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  29. grazie Magù!! hai colto in pieno il senso e l'essenza di questo spazio.... e hai fatto benone ad indicarci il tuo blog che ho già attentamente visionato (ed al quale, prontamente, mi sono già iscritto )


    ^_^ a presto!!!

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  30. Provo io a lanciare un piccolo dado oggi... :-)))

    "Dopo un po' impari la sottile differenza
    tra tenere una mano e incatenare un'anima.
    E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza.
    E inizi a imparare che i baci non sono contratti
    e i doni non sono promesse.
    E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti, con la grazia di un adulto non con il dolore di un bimbo.
    Ed impari a costruire tutte le strade oggi,
    perché il terreno di domani è troppo incerto
    per fare piani. Dopo un po' impari che il sole scotta,se ne prendi troppo.
    Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
    E impari che puoi davvero sopportare,che sei davvero forte, e che vali davvero."

    (dovrebbe essere di Veronica A. Shoffstall)

    Buona serata :-)
    Lorely

    RispondiElimina
  31. Ciao LoreLy e ciao a tutti quanti! ^_^ stupendo questo stralcio di V. A. Shoffstall ..(vergognosamente non ho mai letto nulla di suo, ma mi sono prontamente già informato riguardo a lei cercando su wikipedia) ahahah...
    Grazie di cuore per i preziosi interventi , che vivacizzano e rendono tutto ancora + stimolante...
    Oggi volevo suggerire a chi passa da queste parti e legge alcuni film che ho visto recentemente : si tratta di "mi fido di te" e "la stella che non c'è" (quest'ultimo con Sergio Castellito).. li ho visti in dvd questa settimana e molto apprezzati.
    Sono felice anche di vadere il "muretto-chat" delle <> popolarsi di saluti di persone nuove ed altre alle quali sono legato in modo speciale! ^_^
    Oggi metto anche un bel video nella sezione "un video al giorno" .. è una scena del film "l'anima gemella"; pellicola leggera ma al tempo stesso penetrante , alla quale sono e sarò sempre ed indissolubilmente legato :)

    un abbraccio a tutti!

    RispondiElimina
  32. ...buongiorno a tutti...
    (mi accorgo ora)
    non sò cosa è sia successo ma credo non si sia pubblicato un mio intervento di domenica mattina...ora vado di corsa ..ma poi provvederò a reinserirlo....a dopo....
    Giuly

    RispondiElimina
  33. Lo attendiamo con gioia Giuly!!! un abbraccio!!

    RispondiElimina
  34. eccomi qua....Ale, Lorely e tutti quelli che passeranno di qua ...un saluto :-)
    Ale, neanche io ho letto nulla a riguardo:-( e ti dirò di più..non ho visto neanche i film che tu consigli...adoro Castellito e ultimamente ho visto "non ti muovere" bellissimoooo(avevo letto il libro, a mio avviso ancor più bello)...grazie per i consigli....
    comunque Lorely molto interessante il tuo dado...se percorri la vita ad occhi aperti e sentimenti accesi....impari a conoscere la cosa più importante della la tua vita....il valore della tua VITA stessa!!!!
    ora faccio copia e incolla di quello che non si era pubblicato....buonanotte!!!!!
    Giuly

    Lorely ....io penso che nulla avviene per caso e se uno sconosciuto ti si siede a fianco ed inizia a parlare …a te o a lui…ma in genere ad entrambi … …qualcosa…magari una piccola cosa ma la cambia di sicuro.

    I miei nonni, che si, sono stati eccezionali, non mi hanno insegnato a sconfiggere la paura, mi hanno insegnato a tenerla a bada, perché a volte, anzi molto spesso essa torna ad alzare la testa…

    Siamo umani e nel nostro DNA c’è anche l paura, io sono convita che quando incontriamo qualcuno che appare temerario, impavido, senza un filo di trasalimento e completamente spoglio di paure…che èmagari è lui stesso magari ad incutere paura, io credo che lui un giorno magari prematuro, ne ha avuta tanta…tanta che orami la domina…e la rigetta…

    Penso che siamo tutti dotati di coraggio e di paura, cambiano le dosi, come per le altre virtù e difetti.

    Io, in realtà credo che quando nasciamo, in generale, a parte malformazioni o carenze cognitive congenite, partiamo tutti con un bagaglio di elementi da utilizzare.

    Il nostro temperamento e il nostro carattere ,che si formeranno giorno per giorno, in base alla nostra predisposizione e all’ambiente che frequenteremo…sia esso familiare che fuori dalla famiglia…scuola, amici, ecc., utilizzeranno gli elementi a disposizione n maniera differente sortendo effetti differenti.

    Quindi, tutti possiamo sviluppare le differenti sensibilità che chiamiamo spesso inclinazioni…musica, pittura, poesia, danza, atletica….

    Io penso che pesi molto più l’esercizio che la predisposizione…

    Se si educa un bambino alla musica, automaticamente esso avrà più orecchio e sarà più armonico in generale, se si educa un bambino ad una certa attività fisica, esso quasi sicuramente sarà un atleta, e così via per ogni disciplina …..ma questo solo se nell’insegnamento non vi è imposizione, ossessione, frustrazione del genitore…

    Funziona un po’come per le persone che s’innamorano. Prima c’è la conoscenza, poi la passione, poi l’amore…se avviene questo miracolo l’educatore è stato un giusto illustratore della materia ….

    Sempre secondo il mio pensiero, anche la sensibilità, la sintonia, in qualche maniera funziona così….

    Io parlo e ascolto molto mia figlia, da sempre, da quando era nella mia pancia, ricordo che qualcuno mi prendeva in giro per questo, ma oggi, io sono convinta, che il nostro rapporto non sarebbe così meraviglioso, così speciale, così d’intesa se non avessimo condiviso gioie, dolori, preoccupazioni, felicità, stati d’animo vari e variegati, discussioni e meditazioni……se non avessimo giorno per giorno sfogliato e letto le pagine della nostra anima ad alta voce….se non avessimo raggiunto la CONOSCENZA.

    (GIULIANA PALEOTTI 2011 © Tutti i diritti sono riservati
    vietata la riproduzione, anche parziale.)

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  35. Giuliana che bello questo tuo intervento avrei tante cose da dire ma al momento non ho molto tempo, mi riprometto di farlo nonappena avrò un pò più che un attimo rubato al lavoro...da romanticona qual sono, e invecchiando peggioro ahimè, ti dico che adoro questo tuo pezzo: "Funziona un pò come per le persone che si innamorano. Prima c'è la conoscenza, poi la passione, poi l'amore...se avviene questo miracolo l'educatore è stato un giusto illustratore della materia". Grazie a te e ad Ale che ha creato questo spazio di interregno tra gli occhi e l'anima...intervallato da codici html, per me questi ultimi altamente sconosciuti!
    A presto quindi :-)))
    Lorely

    RispondiElimina
  36. Ciao Giuly e Lory! grazie x i vostri interventi! è bello vedere che posso tranquillamente lasciare libere "le chiavi" di questo giardino e trovarlo così fiorito o forse le chiavi neppure esistono poichè non vi sono cancelli :)))
    Leggo ogni volta con stupore i vostri commenti e sono lusingato del fatto di avere l'opportunità di confrontarmi con persone che hanno molto da dare...
    Giuly, torna pure tutte le volte che desideri a postare poesie ed altre tue chicche...( hai fatto bene ha mettere il copyright in basso al termine del tuo scritto.. proteggere i tuoi diritti d'autore è sacrosanto, per ulteriore scrupolo e rassicurazione ti confido che in tutto il sito il tasto destro del mouse è disabilitato proprio x impedire il furbesco "copia -incolla" e scoraggiare la riproduzione - dato che vi è tanto "bollino di copyright" in alto nel menù del blog-)
    Grazie Lory, leggerti è sempre un’emozione.. e lo sarà per chiunque altro avrà il piacere di voler condividere qualsiasi cosa qui.. perchè di banale non vi è mai nulla! :))

    RispondiElimina
  37. Ciao, rieccomi qui come promesso per rispondere con un attimo di calma...calma si fa per dire perchè devo fare tante cose ancora, ma prima il piacere stasera :-)

    Sai Giuliana, anche io penso che nulla accada per caso, qualsiasi cosa succeda, qualsiasi persona incontriamo ogni giorno nella nostra vita è importante, c'è sempre un perchè, un significato bello o brutto che sia...per quello credo nei segni e non ne lascio indietro nessuno li raccolgo tutti e per quanto possibile li seguo...

    Concordo anche sul fatto che le persone andrebbero educate e che le attitudini di ognuno non vincolino le nostre strade...e che sia importante l'esercizio.
    Purtroppo la società ci ha educati male a mio avviso su molti concetti, ad esempio tu parlavi di tua figlia...anche io ne ho una, le parlavo durante i primi mesi di gravidanza in cui ho rischiato di perderla ed io la pregavo di restare con me, poi da quando è nata le ho sempre parlato onestamente. Non le ho mai raccontato ad esempio le storielle sui cavoli o le cicogne che portano i bambini, ho sempre creduto che fosse in grado di capire ogni cosa, non era stupida era solo piccola...Per questo motivo ad esempio le ho spiegato che le favole di biancaneve e cenerentola sono solo favolette, che la fine della storia "e vissero felici e contenti" in realtà è l'inizio di una storia d'amore, che non esiste il principe azzurro ma che esistono uomini e donne con pregi e difetti, che l'amore può essere bello ma che può essere doloroso...E lei ha capito!

    Ha appreso l'arte della comunicazione così bene che quando è arrabbiata con me e non vuole parlarmi mi lascia dei bigliettini per casa con frasi anche durissime, come "mamma non ti voglio più bene perchè mi hai sgridato"...le ho insegnato a comunicare sempre e comunque il bene e il male, anche a me...Sono sicura che da grande mi ringrazierà per questo.

    Tornando all'educazione delle anime, i bambini ad esempio non sono razzisti, loro non si rendono conto della differenza di razza, se devono descrivere un'amichetta di colore la chiamano per nome, è il genitore che dice ah la ragazzina di colore...mi è capitato un'infinità di volte di sentire queste affermazioni...Se i bambini si "educassero" o meglio non venissero contaminati con le convinzioni e le sciocche classificazioni che fanno gli adulti, crescerebbero liberi da preconcetti.

    Allo stesso modo si può educare all'ascolto degli altri...Sto divagando, sorry, mi sa che per stasera chiudo qui...

    Vi abbraccio tutti virtualmente!
    Lorely

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  38. vorrei condividere questo bel racconto qui con voi...Ciao a tutti :-)))

    IL BARATTOLO DI MAIONESE E DUE BICCHIERI DI VINO…

    Quando ti sembra di avere troppe cose da gestire nella vita, quando 24 ore in un giorno non sono abbastanza, ricordati del barattolo di Maionese e dei due bicchieri di vino...
    Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti a se alcuni oggetti.

    Quando la classe incominciò a zittirsi, prese un grande barattolo di maionese vuoto e iniziò a riempirlo di palline da golf.

    Chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e costoro risposero che lo era.

    Il professore allora prese un sacchetto di ghiaia e la rovesciò nel barattolo di maionese. Lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti, tra le palline da golf.

    Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era.

    Il professore prese allora un altro sacchetto pieno di sabbia e la rovesciò nel barattolo, aggiungendola al resto; ovviamente la sabbia si sparse ovunque al suo interno.

    Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti risposero con un unanime "si".

    Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedra e aggiunse il loro intero

    contenuto nel barattolo, andando così effettivamente a riempire gli spazi vuoti nella sabbia.

    Gli studenti risero.

    "Ora", disse il professore non appena la risata si fu placata, "voglio che consideriate questo barattolo come la vostra Vita. Le palle da golf sono le cose importanti: la vostra famiglia, i vostri bambini, la vostra salute, i vostri Amici e le vostre Passioni; le cose per cui, se anche tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita continuerebbe ad essere piena. I sassolini sono le altre cose che hanno importanza, come il vostro lavoro, la casa, la macchina...; la sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se voi mettete nel barattolo la sabbia per prima, non ci sarà spazio per la ghiaia e nemmeno per le palle da golf. Lo stesso vale per la vita: se spendete tutto il vostro tempo e le vostre energie dietro le piccole cose, non avrete più spazio per le cose che sono importanti per voi. Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra felicità: giocate con i vostri bambini, godetevi la famiglia ed i genitori fin che ci sono; portate il vostro compagno/a fuori a cena... e non solo nelle occasioni importanti! Dedicatevi a ciò che amate e alle passioni, tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti. Prendetevi cura per prima cosa delle palle da golf, le cose che contano davvero. Fissate le priorità... il resto è solo sabbia".

    Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse il vino.

    Il professore sorrise: "Sono felice che tu l'abbia chiesto. Serve solo per mostrarvi che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita: ci sarà sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un Amico".
    Baci, Lorely

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  39. Quest’anno, per Natale, voglio raccontarvi una breve storia che s’intitola “Viaggio in treno”

    Mi piace viaggiare in treno. Mi piace viaggiare in seconda classe. Se sei attento il treno ti racconta delle storie meravigliose.
    Oggi stavo tornando da Roma con l’Intercity delle 14:39 diretto a Reggio Calabria. Avevo acquistato il biglietto qualche mese fa ad una di quelle tariffe molto scontate. Quando approfitti di queste occasioni in genere ti ritrovi nell’ultima carrozza di coda insieme a tutti quelli che hanno usufruito della stessa super offerta. È quasi sempre una carrozza particolare: gente semplice, con pochi soldi, studenti. Oggi, poco distante da me, viaggiava un signore. Avrà avuto circa settant’anni e le mani di chi aveva conosciuto il lavoro dei campi. Viaggiava con alcuni familiari. Era vestito in maniera modesta, con abiti un po’ vecchi, ma puliti. Il viso segnato dal sole, dalla fatica, ma limpido, con lo sguardo buono. L’ho notato perché aveva con sé una grossa borsa, di quelle dei supermercati, piena di decorazioni natalizie. Ha cominciato ad aprirle, una per volta, forse per riguardare gli acquisti che aveva fatto nella capitale. Erano cose semplici, prese probabilmente su qualche bancarella cinese, ma a lui piacevano; si percepiva dal modo in cui le guardava, da come se le rigirava tra le mani. Una stella bianca di quelle che si illuminano dentro con tante luci che cambiano colore, due campane di plastica color oro, cose così. Forse stava pensando a dove le avrebbe collocate oppure a chi le avrebbe regalate una volta giunto a casa. Ho continuato ad osservarlo per un po’, ad immaginare la sua vita. L’ho immaginato nei campi al mattino, sotto il sole, con la schiena dolorante. L’ho visto rientrare a casa, stanco ma soddisfatto perché le prime piantine stavano germogliando. L’ho immaginato padre un po’ austero (perché per lui un padre così deve essere), marito silenzioso, tenero nonno. E poi l’ho visto bambino, mentre si rigirava tra le mani la sua stella cinese e gli occhi si illuminavano di una luce misteriosa.
    Mi piace viaggiare in treno, in seconda classe, dove se sai ascoltare, se vuoi ascoltare, c’è sempre una nuova storia che ti aspetta.

    Ecco, il mio augurio per questo Natale e per il futuro è che ciascuno di voi riesca a guardare il mondo con la stessa meraviglia che io ho visto negli occhi del mio compagno di viaggio.
    Palma

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  40. Quest’anno, per Natale, voglio raccontarvi una breve storia che s’intitola “Viaggio in treno”

    Mi piace viaggiare in treno. Mi piace viaggiare in seconda classe. Se sei attento il treno ti racconta delle storie meravigliose.
    Oggi stavo tornando da Roma con l’Intercity delle 14:39 diretto a Reggio Calabria. Avevo acquistato il biglietto qualche mese fa ad una di quelle tariffe molto scontate. Quando approfitti di queste occasioni in genere ti ritrovi nell’ultima carrozza di coda insieme a tutti quelli che hanno usufruito della stessa super offerta. È quasi sempre una carrozza particolare: gente semplice, con pochi soldi, studenti. Oggi, poco distante da me, viaggiava un signore. Avrà avuto circa settant’anni e le mani di chi aveva conosciuto il lavoro dei campi. Viaggiava con alcuni familiari. Era vestito in maniera modesta, con abiti un po’ vecchi, ma puliti. Il viso segnato dal sole, dalla fatica, ma limpido, con lo sguardo buono. L’ho notato perché aveva con sé una grossa borsa, di quelle dei supermercati, piena di decorazioni natalizie. Ha cominciato ad aprirle, una per volta, forse per riguardare gli acquisti che aveva fatto nella capitale. Erano cose semplici, prese probabilmente su qualche bancarella cinese, ma a lui piacevano; si percepiva dal modo in cui le guardava, da come se le rigirava tra le mani. Una stella bianca di quelle che si illuminano dentro con tante luci che cambiano colore, due campane di plastica color oro, cose così. Forse stava pensando a dove le avrebbe collocate oppure a chi le avrebbe regalate una volta giunto a casa. Ho continuato ad osservarlo per un po’, ad immaginare la sua vita. L’ho immaginato nei campi al mattino, sotto il sole, con la schiena dolorante. L’ho visto rientrare a casa, stanco ma soddisfatto perché le prime piantine stavano germogliando. L’ho immaginato padre un po’ austero (perché per lui un padre così deve essere), marito silenzioso, tenero nonno. E poi l’ho visto bambino, mentre si rigirava tra le mani la sua stella cinese e gli occhi si illuminavano di una luce misteriosa.
    Mi piace viaggiare in treno, in seconda classe, dove se sai ascoltare, se vuoi ascoltare, c’è sempre una nuova storia che ti aspetta.

    Ecco, il mio augurio per questo Natale e per il futuro è che ciascuno di voi riesca a guardare il mondo con la stessa meraviglia che io ho visto negli occhi del mio compagno di viaggio.
    Palma

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  41. grazie Paros e Grazie Lory ! avete ravvivato questo spazio a cui tengo moltissimo con qualcosa di magico!... ho riletto le vostre parole con avidità e mi sono addirittura cullato in esse.. è grazie a voi e tutti colro che hanno avuto il piacere di intervenire che questo spazio ha un senso ed un senso molto forte. A me non resta altro che il privilegio di leggervi ! vi abbraccio tutti quanti!

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  42. Probabilmente si leggono articoli che in qualche modo o per qualche ragione ti attraggono:

    "Le quattro gambe del tavolo dell'amore

    Il tavolo sta in piedi perché ha quattro gambe. Mi servono perché con quattro parole tento di descrivere la realtà dell’amore.
    Ogni persona è chiamata nella sua vita a fare esperienza di amore. Io sono diventato prete per amore, anche se la modalità con la quale sono chiamato a vivere la mia vocazione è molto diversa dalla vostra. Però il giorno in cui io smettessi di amare, posso davvero smettere di fare il prete, perché divento una persona insignificante ed ingombrante.

    L’amore si presenta, prima gamba, come un desiderio.

    L’esempio è il solito.
    Pierino, quindici o sedici anni, arriva a casa una sera e incomincia a chiedere il motorino.
    Io dico sempre ai genitori, quando Pierino incomincia a chiedere il motorino, non sottovalutate quel momento, non è un momento qualsiasi. Pierino sta dicendo che lui sta uscendo da una fase infantile e attraverso l’adolescenza si sta avviando verso la maturazione della sua persona.
    Si è accorto di una cosa molto interessante: Pierino da solo non si basta più.
    I genitori intervengono, solito discorso:
    "il motorino non ce l’avrai, magari ti capita ...".
    Ma Pierino sa benissimo che, se incomincia a insistere, dopo un mese ottiene il motorino.
    Pierino esce con il motorino.
    Ragazzi, lasciamolo sognare, è bello che sogni!
    Lui esce fuori e dice: «Passo nella piazza del paese, incrocio il gruppo delle ragazze, impenno il motorino e mi diranno: "Che bravo, Pierino!"»
    Pierino per un mese, due mesi, tre mesi - proprio perché sogna - ha la sensazione di essere il centro dell’universo.
    Una certa sera, passato un po’ di tempo, Pierino esce con il suo motorino ed incontra la Pierina verso la quale ha una certa simpatia.
    Quella sera con coraggio frena il motorino, scende, si avvicina alla Pierina, magari un pochino sudato, e le dice una cosa grossa: "Pierina, io ti amo!", e vorrebbe sentirsi rispondere in quel momento: "Anch’io ti amo!"

    Quindi prima gamba il desiderio, seconda gamba è la parola.

    Pierino è riuscito a comunicare, è riuscito a dire, verbalizzare un sentimento.
    Se qualche volta Pierino avesse provato a parlare con il motorino, mica gli rispondeva!
    La Pierina gli risponde o si, o no.

    Desiderio, parola, ...terza gamba: il piacere. TO BE CONTINUED

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  43. L’uomo è alla ricerca del piacere. Il piacere è una ricerca legittima, non dimenticatelo eh! Però c’è una grande cosa, che il piacere non realizza l’uomo. Spesso si riduce al guizzo di un momento.

    L’uomo si realizza quando il piacere approda - ecco la quarta gamba del tavolo - alla felicità.

    La felicità non cancella il piacere, mette il piacere in una situazione di stabilità e di sicurezza.

    Desiderio, parola, piacere, felicità.

    Il pericolo grosso, prima del matrimonio ma anche a matrimonio avvenuto, è quello di tagliare in due il tavolo, fare che il desiderio scarichi nel piacere.
    Quando il desiderio scarica nel piacere senza passare dalla parola, il piacere non raggiunge mai la felicità.
    Penso che uno dei tormenti più grossi delle donne sposate è di sentirsi oggetto dei capricci del marito. E questo è molto brutto, soprattutto quando il marito, arrivato piuttosto stanco a casa, pretende di risolvere la sua tensione, scaricando dal punto di vista sessuale le sue emozioni: è molto pericoloso!
    Guardate che la donna deve essere trattata, permettetemi, da Signora ed è molto importante.
    Occorre che l’uomo sappia davvero modulare, motivare, ovvero creare un clima per cui anche la donna possa partecipare a quel grosso dialogo.

    Evidentemente la parola è fondamentale.

    Esempio tipico.
    Quando c’è un momento di tensione, immediatamente la donna non parla più e non ci sta più.
    Lui cosa fa? Cerca di mediare e vedendo che le cose si complicano, pensa:
    "Adesso arrivo a casa, allungo le mani quando siamo a letto ..."
    La moglie esce dal letto e va a dormire sul divano: fa bene! Fa bene!

    Guardate che il dialogo è essenziale.

    Piccola parentesi...

    Il mio lavoro da prete e parroco è quello di trascurare talvolta la parrocchia ed essere spesso in mezzo a questi problemi.
    Sono sempre disponibile ad ascoltare le persone che possono avere problemi a livello matrimoniale.
    Questo da circa trent’anni.
    In questo lavoro penso di essermi arrabbiato solo due o tre volte: ho sempre sbagliato.
    Una delle ultime volte è stata poco prima dell’ultimo Natale.
    Una certa coppia, permettetemi, di due ragazzi poco più che ventenni e già un figlio, sposati da tre o quattro anni.
    Lui è passato da un atteggiamento adolescenziale ad un atteggiamento di vecchio pensionato, cioè non ha più nessun motivo di dialogo con la moglie.
    Lei ha fatto di tutto, perché credo sia stato proprio vero, ha tentato di stimolarlo: niente da fare!
    Cosa ha fatto lei?
    Visto che un altro la guardava con un po’ di attenzione, si è permessa una qualche libertà, ma nel senso più ... sereno del termine, con quella persona.
    Pensate, nel colmo dello stupore è capitato anche questo, che lei si è resa conto di cominciare qualcosa di pericoloso, si è permessa di comunicare al marito questo suo disagio:
    "Guarda che le cose tra noi non vanno bene! Non ci parliamo assolutamente. Guarda che mi sto innamorando, mi sto impegolando con un altro: cerca di svegliarti!"
    Lui fa una qualche mezza promessa li al momento, poi le cose tornano immediatamente come prima.
    Un tipo preoccupato di andare a funghi, di andare a raccoglierne un po’, cioè uno di quei tipi che sono sempre fuori, mille impegni e trascurano la famiglia.
    Ad un certo punto arrivano da me.
    Io cerco di ascoltare l’uno e l’altra.
    Non mi era parso un grosso problema, anche perché erano persone che conoscevo da tempo.
    Dopo un po’ di tempo dico:
    "Ascoltate, domani sera ci incontriamo".
    E il mio intento era quello di sistemare la cosa.
    Vi assicuro che c’era - secondo me, forse ingenuamente - la possibilità di sistemare la cosa.
    Arrivano quella sera, io comincio un discorso che tocca un po’ l’uno, un po’ l’altra. Avendo parlato con lui, avevo insistito su quella necessità di dialogo. Lui sembra anche disponibile a rivedere alcuni suoi modi di fare perché effettivamente si è reso conto. TO BE CONTINUED

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  44. E continuamente dico a Lei:
    "Guarda che, mi pare, tuo marito si è reso conto di averti trascurata in questo ambito. Quello che non ha fatto, cercherà di cominciare a farlo."
    Ma questa non mi lasciava parlare: come dicevo una cosa del genere, reagiva in una maniera pesante.
    Ad un certo punto, dopo un paio di ore, mi sono stufato e mi sono anche arrabbiato e ho detto:
    "Ascolta un po’, qui se c’è qualcuno che è stato un momentino trascurato, è tuo marito. Bastava una sola cosa, sai: quando hai comunicato a tuo marito che ti stavi impegolando con un altro, se lui in quel momento ti avesse preso e ti avesse dato un paio di schiaffi, risolvevi il problema."

    Ragazzi, lei mi guarda con due occhi che escono dalla testa e mi dice:
    "Magari mi avesse dato un paio di schiaffi, in quel momento si sarebbe accorto che c’ero ancora, anche io!"
    Questa qui è disperata! S’è disperata!
    Il matrimonio è fallito, evidentemente.
    Disperata!

    Guardate che davvero molto spesso, senza arrivare a questi paradossi, perché qui siamo di fronte - permettetemi - a due persone immature, l’uomo non coglie l’importanza del dialogo nei confronti della moglie.
    Però io avevo sottovalutato la pesantezza del problema che questa ragazza aveva alle spalle se non vedendo quei due occhi che le uscivano dalla testa.
    "Magari mi avesse dato un paio di schiaffi, in quel momento si sarebbe accorto che c’ero ancora, anche io!"

    Attenti uomini, perché può capitare a molti di diventare degli söc.

    Sapete cosa vuol dire "söc"?
    Vuol dire "ceppo di legno", che non si esprime per niente: per lui le cose vanno bene così. Molto, molto pericoloso."
    Ovviamente il ceppo di legno può essere anche la moglie...questa storia può essere raccontata anche a ruoli invertiti!

    Spero di non aver annoiato con questo aneddoto

    LORELY

    RispondiElimina
  45. E continuamente dico a Lei:
    "Guarda che, mi pare, tuo marito si è reso conto di averti trascurata in questo ambito. Quello che non ha fatto, cercherà di cominciare a farlo."
    Ma questa non mi lasciava parlare: come dicevo una cosa del genere, reagiva in una maniera pesante.
    Ad un certo punto, dopo un paio di ore, mi sono stufato e mi sono anche arrabbiato e ho detto:
    "Ascolta un po’, qui se c’è qualcuno che è stato un momentino trascurato, è tuo marito. Bastava una sola cosa, sai: quando hai comunicato a tuo marito che ti stavi impegolando con un altro, se lui in quel momento ti avesse preso e ti avesse dato un paio di schiaffi, risolvevi il problema."

    Ragazzi, lei mi guarda con due occhi che escono dalla testa e mi dice:
    "Magari mi avesse dato un paio di schiaffi, in quel momento si sarebbe accorto che c’ero ancora, anche io!"
    Questa qui è disperata! S’è disperata!
    Il matrimonio è fallito, evidentemente.
    Disperata!

    Guardate che davvero molto spesso, senza arrivare a questi paradossi, perché qui siamo di fronte - permettetemi - a due persone immature, l’uomo non coglie l’importanza del dialogo nei confronti della moglie.
    Però io avevo sottovalutato la pesantezza del problema che questa ragazza aveva alle spalle se non vedendo quei due occhi che le uscivano dalla testa.
    "Magari mi avesse dato un paio di schiaffi, in quel momento si sarebbe accorto che c’ero ancora, anche io!"

    Attenti uomini, perché può capitare a molti di diventare degli söc.

    Sapete cosa vuol dire "söc"?
    Vuol dire "ceppo di legno", che non si esprime per niente: per lui le cose vanno bene così. Molto, molto pericoloso."
    Ovviamente il ceppo di legno può essere anche la moglie...questa storia può essere raccontata anche a ruoli invertiti!

    Spero di non aver annoiato con questo aneddoto.
    Lorely

    RispondiElimina
  46. Ciao a tutti!
    Negli ultimi due mesi ho vissuto un sogno: ho amato il ricordo di un uomo conosciuto sedici anni fa, perduto e poi ritrovato. La magia è durata fino a quando ci siamo finalmente incontrati ed io mi sono (forse) resa conto che amavo il ricordo, la speranza, l'idea...o forse avevo solo bisogno di amare.
    Ma comunque sia...ne è valsa la pena.
    NE VALE SEMPRE LA PENA!

    A voi tutti la mia piccola riflessione:

    "Bolle di sapone"

    I sogni sono come
    bolle di sapone:
    si librano leggeri
    regalando
    un meraviglioso spettacolo
    di riflessi iridescenti
    fino a quando,
    toccando il suolo,
    si dissolvono in un "paff!"

    Tu, dolce sogno,
    mi hai illuminata di gioia
    fino a quando,
    per renderti reale,
    ti ho toccato,
    facendoti dissolvere.

    (Ma lo spettacolo
    è stato meraviglioso!)

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    1. i sogni sono gratis e aiutano a vivere meglio, per sempre non dura nulla quindi hai fatto bene a goderti questo sogno finchè è durato e a custodirlo ora con affetto nel tuo cuore!!! Una storia romantica è per una donna il sogno più ambito :-)
      Brava e grazie per averlo condiviso qui con noi!
      Lorely

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    2. Grazie Lorely. Io non riuscirei a vivere senza i sogni! Però mi manca da morire!!!

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    3. ci credo che ti manca...tieni duro so quanto si soffre, manca l'aria e quel dolore sordo lì tra cuore e stomaco e il senso di nausea.... ti sono vicina :-)
      Lorely

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  47. 27 gennaio 2012
    Ci sono giorni che in ricordo di altri pare si sveglino direttamente con il profumo di questi addosso, o addirittura che si incominci a sentirne l’odore dalla loro vigilia, come succede generalmente per una festa…. un po’ come “il sabato del villaggio” di Leopardi.
    Solo che per l’attesa di un giorno di festa si respira frizzante allegria ed è un’attesa sana colorata piena di aspettative…. è quasi più bello il sabato che la domenica, o il giorno che precede il dì di festa, mentre per questi altri giorni, che sarebbero da dimenticare come causa e da immortalarne come effetto nelle mente di ogni uomo per ricordare di cosa esso è capace nella sua follia.
    Come oggi, che viene pressoché naturale respirare a mezzi polmoni, quasi come se non avessimo il diritto di farlo, quasi come se fossimo avvinti da un senso di impotente orrore nell’anima che si sposa a quel senso di profondo rispetto che tutti, indistintamente, come uomini, come razza umana, DOBBIAMO in segno di rispetto ad altri uomini a cui è stato tolto il diritto di essere uomini. Rispetto che chiama ancora silenzio evidenziandolo, come ancora a dire che non ci sono più parole che non rischino di cadere in pura e sola demagogia .
    Ma come si fa a non portare a rabbrividire le carni ancora una volta per milioni di altre volte anche solo per mantenere viva la speranza che non avvenga MAI PIU’ un così barbaro eccidio, un così grave danno all’umanità?


    MI E’ PARSO DI SENTIRE ANNA PARLARE
    Un giorno il mio cuore
    fu testimone degli orrori
    che può arrivare a compiere l’uomo,
    animale d’eccellenza,
    me ne spaventai …..
    per tutta quella che fu
    la mia brevissima vita,
    vorrei ve ne spaventaste …
    anche voi.
    Una matita e un pezzo di carta,
    per favore……
    e rinuncio al mio pezzo di pane,
    meno vitale
    di ciò che sento il dovere di dire,
    di ciò che sono convinta
    si debba sapere.
    I bambini piangono….
    è uno strazio sentirli,
    i bambini piangono….
    e in certi giorni sappiate
    lo continueranno a fare….
    per sempre.
    Il dolore fisico qui è anestetizzato
    dal dolore dell’anima
    le lacrime sono finite per tutti
    insieme al bisogno di mangiare
    di coprirsi…di parlare
    che all’inizio ci dava tanta pena.
    Sento che ogni bisogno fisico in più
    allevia il dolore dall’altro,
    compiendo un procedimento naturale….
    che mi avvicina alla morte.
    GIULIANA PALEOTTI 2012© Tutti i diritti sono riservati

    Per info, per non dimenticare e per non poter mai dire: io non sapevo
    da Wichipedia: Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita dal Parlamento italiano con legge n. 211 del 20 luglio 2000. L'Italia ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
    Il testo dell'articolo 1 della legge definisce così le finalità del Giorno della Memoria: « La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (maggiormente nota con il suo nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.

    Buona giornata
    Giuly

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    1. grande Giuly!!!
      Lorely

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    2. Ho letto la tua poesia. Mi è venuta la pelle d'oca. Ancora non riesco a comprendere come qualcuno possa osare dire che tutto ciò non sia mai esistito. Mi hai toccato l'anima. Grazie.

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  48. Ciao a tutti!
    Continuando la mia "autoflagellazione emotiva" mi faceva piacere lasciarvi il mio ultimo scritto. Ad Ale è piaciuta. Spero piaccia anche a voi.
    Vi auguro una splendida giornata.
    Palma

    Pioggia nell’anima

    Chissà se pensi,
    se tu mi pensi,
    se nei tuoi giorni
    ci sono anch’io.
    La pioggia scende
    lungo le strade
    lavando i vetri
    e la malinconia.
    C’è un vecchio solo
    che dorme stanco,
    un cane zoppo
    a fargli compagnia.
    Il gioco è duro,
    la partita lunga;
    per avversario
    questa vita stronza.
    Abbasso gli occhi
    per non vedere
    e tiro dritto
    come fossi un mulo.
    La pioggia cade,
    lava via l’orgoglio,
    mi lascia nuda
    della mia corazza.
    Cadono gocce
    di caldo sale
    lungo il mio viso,
    giù, dritte al cuore.
    Chissà se pensi
    nei tuoi giorni freddi,
    se mai mi pensi
    nelle notti in mare.
    Continua a piovere
    in questo freddo inverno
    e nel mio cuore
    solitario e vuoto.
    Piovono lacrime
    nell’empia anima,
    dimora infelice
    del ricordo di te.

    01.02.2012

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    1. bella!!! "La pioggia cade, lava via l'orgoglio, mi lascia nuda della mia corazza" mi piacciono questi versi...e son sicura che in mare lui ti pensa :-)
      Lorely

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  49. Ciao a tutti.
    Qualche giorno riflettevo sulla libertà che spesso viene associata alla solitudine. Il mio bel Capitano ha un tatuaggio di un gabbiano solitario che vola verso il sole. Beh, anche io una volta pensavo che essere soli ci facesse sentire liberi di fare, dire, pensare, ecc.
    Anche io volevo librarmi leggera come un gabbiano solitario.
    Ma questa "libertà" non è semplicemente un nome che diamo alla triste solitudine?

    LA SOLITUDINE DEL GABBIANO

    In volo libero
    tra i flutti del mare
    rincorri il tramonto
    in un raggio di sole.
    Il petto gonfio,
    insegui il vento
    seguendo la scia
    dell’ultima barca.
    Ti attende la riva
    al finire del giorno,
    alla fine di un volo
    nell’azzurro infinito.
    Raccogli le piume
    sul corpo tuo stanco
    aspettando la notte
    che porti ristoro.
    Domani avrà inizio
    un altro volo silente
    verso la libertà
    d’uno sconfinato cielo.
    Sarà un altro giorno
    per inseguire il vento
    e vivere nell’infinito
    della tua solitudine.

    07.02.2012

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  50. ragazzi, continuate così: è splendido leggervi....e per una volta mi prendo io il lusso di "sedermi" e semplicemente godere delle vostre parole, ammirare quanto siete magnifici! ....

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    1. Ale, grazie a te...per come sei...semplicemente splendido!!!

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  51. la libertà non è solo solitudine, è libertà di scegliere se e quando stare soli, se e quando stare con qualcuno, nelle varie fasi della vita o della giornata stessa. Il volo che sia silente o in compagnia è pur sempre un bellissimo volo :-)
    Lorely

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  52. Mi piace questa considerazione di Paulo Coelho, e la voglio condividere qui con voi:

    "La passione ti fa smettere di mangiare,
    di dormire, di lavorare,
    di vivere in pace.
    Molti si spaventano perché,
    quando compare,
    distrugge tutto ciò che
    di vecchio incontra.
    Nessuno vuole mettere a soqquadro
    il proprio mondo.
    Perciò alcune persone... tante...
    riescono a controllare questa minaccia,
    mantenendo in piedi una casa
    o una struttura già marcia.
    Sono gli ingegneri delle cose superate.
    Altri individui
    pensano esattamente il contrario:
    si abbandonano senza riflettere,
    aspettandosi di trovare nella passione
    la soluzione di tutti i loro problemi.
    Attribuiscono all'altro il merito
    della propria felicità, e
    la colpa della propria possibile infelicità.
    Sono sempre euforici perché
    è accaduto qualcosa di meraviglioso,
    oppure depressi perché
    un evento inatteso
    ha finito per distruggere tutto.
    Sottrarsi alla passione,
    o abbandonarvisi ciecamente:
    quale di questi atteggiamenti
    è il meno distruttivo?
    Non lo so."

    Un saluto da
    World

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    1. che meraviglia!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :))) buona giornata!!!!!!!!!

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    2. Una volta mi hanno detto che "è meglio fare qualcosa e pentirsene che non farla e pentirsene". Io, purtroppo o per fortuna non so, per quanto riguarda le passioni di cui parli, faccio parte della seconda tipologia di persone, di quelli cioè che si abbandonano ad esse in maniera totale e quasi incondizionata, che si buttano anima e corpo (e anche di più) in un amore. La sofferenza di una possibile delusione è tremenda, ma lo stato di euforia, quasi di grazia del periodo in cui si è travolti da suddetta passione è inspiegabile. Ovviamente è facile restare delusi perché ci si aspetta "veramente" troppo da questi rapporti, ma soprattutto dall'altra persona. Però la gioia che ho provato per le mie passioni è ben valsa tutte le sofferenze che sono venute dopo. E poi io non voglio smettere di sognare. Datemi un sogno e avrò di che vivere!

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  53. Ho appena letto questa storia in rete e ho pensato di postarla qui, la trovo molto veritiera :-) Un saluto da Lorelyna

    Come tu sei....Cosi è il Mondo

    ‎"Chi sono io?" Chiese un giovane ad un maestro di spiritualità.
    "Te lo spiego con una piccola storia" rispose il saggio.
    Un giorno, dalle mura di una città, verso il tramonto si videro sulla linea dell'orizzonte due persone che si abbracciavano.
    "Sono un papà e una mamma", pensò una bambina innocente.
    "Sono due amanti", pensò un uomo dal cuore torbido.
    "Sono due amici che s'incontrano dopo molti anni", pensò un uomo solo.
    "Sono due mercanti che hanno concluso un buon affare", pensò un uomo avido di denaro.
    "E' un padre che abbraccia un figlio di ritorno dalla guerra", pensò una donna dall'anima tenera.
    "E' una figlia che abbraccia il padre di ritorno da un viaggio", pensò un uomo addolorato per la morte di una figlia.
    "Sono due innamorati", pensò una ragazza che sognava l'amore.
    "Sono due uomini che lottano all'ultimo sangue", pensò un assassino.
    "Chissà perché si abbracciano", pensò un uomo dal cuore arido.
    "Che bello vedere due persone che si abbracciano", pensò un uomo di Dio.
    "Ogni pensiero", concluse il maestro, " rivela a te stesso quello che sei.
    "Esamina di frequente i tuoi pensieri: ti possono dire molte più cose su di te di qualsiasi maestro.
    (P. Yogananda)

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    1. ^_^ ciao Lorelyna!! è stupendo questo aneddoto!! hai colpito nel segno..;-) baci!!

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  54. ^___^ baci!!!

    Lorelyna

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