A scanso d'equivoci getto subito la maschera e faccio immediatamente "outing": chi scrive questo articolo non è per nulla imparziale, da 36 anni sono un "die hard fan" dei Def Leppard, quintetto britannico prossimo a 50 anni di carriera. Membri della "Rock and Roll All of Fame", ma soprattutto gruppo che ha mostrato al mondo una capacità di resilienza e compattezza umana senza precedenti. A tal proposito leggere la storia del loro batterista Rick Allen, che perse il braccio sinistro in un incidente automobilistico la notte di capodanno 1984 e di come i suoi compagni, anziché sostituirlo, lo attesero per ben 4 anni, affinché reimparasse a suonare la batteria con un solo braccio e l'ausilio di un kit speciale fatto di pedali... giusto in tempo per il loro best-seller/masterpiece "Hysteria" (album che rivoluzionerà e riscriverà le coordinate dell'Hard Rock melodico, anche grazie alla maniacale produzione di Robert John "Mutt" Lange).
Ma non fu l'unica prova dura sostenuta dai "Leopardi Sordi", che qualche tempo più in là (8 Gennaio 1991) dovettero sopravvivere anche con la scomparsa del loro chitarrista Steve Clark (detto "the riff-master"), a causa di un mix letale di antidolorifici e alcol. Ultima in ordine cronologico, la tegola del "subentrato" chitarrista Vivian Campbell, che dal 2013 combatte contro un linfoma di Hodgkin. Nonostante diverse recidive, ha continuato a esibirsi quasi sempre. Dopo anni di immunoterapia e chemioterapia, nel 2024/2025 si è sottoposto a un trapianto di midollo osseo, mantenendo un approccio positivo e attivo nella sua carriera musicale.
Parliamo dunque di capitoli catastrofici da Guinness? Tutt'altro! Parliamo di esempi di resilienza umana, capacità di fare dell'unione e dell'amicizia la stella polare in un mondo, quello dello Show Biz, dove queste qualità paiono ormai ridotte all'estinzione, al pari dei panda.
Perché oggi accenno a tutto ciò? Anzitutto perché, mentre attendo l'uscita del mio libro ("Abitare ogni respiro" - Pav Edizioni ) ho deciso di non stare con le mani in mano e iniziare a imbastire delle idee per un futuro progetto letterario che parli proprio dei Def Leppard. Non tanto come band, bensì come esempio umano, grazie a quello spirito forgiato e mai domo che ognuno di noi può scoprire d'avere nelle situazioni più arcigne e aspre dell'esistenza.
E' troppo presto adesso tuffarmi in questa storia, ma ci tenevo a rendere loro omaggio sul mio blog, per tutto quello che mi e ci hanno dato in questi decenni. Persino ora che, non paghi dei successi artistici in grado di unire tre generazioni, hanno scelto di produrre nuova musica col singolo "Rejoice" (Gioire), singolo che precederà un album nuovo di zecca entro il nuovo anno. Che dire? L'ascolto ci snocciola a grappoli motivi per rallegrarci, ancora una volta gli ex ragazzi delle acciaierie di Sheffield fanno bella mostra di artigli per nulla scalfiti dal tempo e di un ruggito che ancora fa eco.
Parlando della genesi del brano, il cantante Joe Elliott ha spiegato:
“Questa canzone è stata un viaggio incredibile dal concept alla sua realizzazione. Un giorno ho detto a Phil: ‘Ho quest’idea per un testo in cui il narratore è al punto più basso possibile e vuole risalire verso un livello più alto. Hai qualcosa di musicale che potrebbe adattarsi?’. E lui mi ha risposto: ‘In effetti sì’.”
Il chitarrista Phil Collen ha aggiunto:
“Avevo questo riff e quest’idea per una canzone da un po’ di tempo. Quando Joe è venuto da me ho creato una base ritmica con un suono tribale, che si adattava perfettamente a un altro arrangiamento che avevo. Gliel’ho mandata ed è stato come per magia: ha iniziato subito a cantare sopra. Così è nata la canzone. Poi l’abbiamo passata a Ronan McHugh, che ha lavorato su un loop di batteria più strutturato con suoni diversi. Tutto ha iniziato a prendere forma e a suonare come un canto potente. Ci piace molto. È hard rock, per i nostri standard. Ha un po’ più di spinta rispetto a quello che abbiamo fatto negli ultimi tempi. È qualcosa di speciale.”
Con oltre 110 milioni di dischi venduti e una carriera che annovera pietre miliari come “Hysteria” e “Pyromania”, i Def Leppard imprimono nelle tavole della storia i loro nomi, riconducibili ad una delle realtà più longeve e riconoscibili del rock planetario.
(Alessandro De Vecchi)
Ecco, qui sotto, il video di "Rejoice":
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