Alessandro De Vecchi "Libera...mente"
Autore e istruttore abilitato di meditazione www.facebook.com/alessandrodevecchi.autore www.youtube.com/user/alesiouxtay
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martedì 10 marzo 2026
venerdì 6 marzo 2026
Meditare, un’attività naturale e spontanea (Alessandro De Vecchi)
«Beati quelli che sanno meditare, io non lo so
fare! Non fa per me.» Quante volte l’avrò sentito dire? Non tengo più neppure
il conto.
E ancora: «Non riesco a non pensare.» Oppure: «Non riesco a sedermi a gambe
incrociate.» «Cerco di concentrarmi, ma poi sorgono i pensieri e, quindi, non
sto meditando bene.»
Tutte queste considerazioni, più che lecite,
sono solo il frutto di fraintendimenti su cosa significhi meditare.
Cerchiamo allora di capire insieme cosa non è
la meditazione e, quindi, di liberare il campo per comprendere di cosa
realmente si tratti.
Il celebre maestro Thich Nhat Hanh ci può venire in soccorso a tal proposito. Parlando
di quest’attività mentale ci dice: «La meditazione non è un’evasione, ma un
incontro sereno con la realtà.» E ancora: «Riconoscere le nostre emozioni senza
giudicarle o respingerle, abbracciandole con consapevolezza, è un atto di
ritorno a casa. Quando inspiri, torni in te stesso. Quando espiri rilasci ogni
tensione. La nostra vera casa è il ‘qui ed ora’. Vivere l’istante presente è un
miracolo.»
Ecco le prime considerazioni che possiamo fare,
sempre citando questo maestro: il miracolo non è camminare sulle acque, il
miracolo è camminare con consapevolezza su questo pianeta; qui e adesso.
Potremmo a questo punto obiettare: «Tutto qui?
Così semplice? Dov’è la fregatura?»
Ecco! Il problema sta proprio nella nostra
mente concettuale, che vuole sempre avere l’ultima parola, che vuole
etichettare tutto per illudersi di avere ogni cosa sotto controllo. È una mente
che si convince che più una cosa è complessa e maggiormente è efficace, e
quindi rifugge la spontanea semplicità da cui ogni cosa sorge senza sforzo.
Il “segreto” è proprio lasciar andare tutti i
concetti, lasciare che le cose semplicemente siano. È fondamentale capire che
la meditazione non è una bacchetta magica e che non ha il potere di rivolvere i
problemi, semmai, tramite essa, possiamo cambiare la visione con cui osserviamo
i problemi.
Abbandonando le nostre attitudini giudicanti e
un po’ “manicheiste”, ci rilasseremo nella leggerezza che non vi è un meditare
bene o un meditare male, e non è neppure detto che durante la meditazione
dobbiamo necessariamente sentirci più felici. Questa è un’aspettativa, una
proiezione che facciamo, credendo di affidarci ancora una volta a qualcosa di
esterno da noi. In realtà meditare non è un atto che si rivolge all’esterno, al
contrario, è un atto che ci riporta al nostro interno, al solo tempo che abbiamo:
il momento presente. In questo spazio, in questo momento.
Dialogo interreligioso "Hospice Abbiategrasso" coi i rappresentanti spirituali. per il punto di vista buddhista, il Ven. Tenzin Khentse (Cesare Milani)
venerdì 27 febbraio 2026
Percorsi di meditazione e consapevolezza, ogni Lunedi, ore 18,30. Con Alessandro De Vecchi, presso Spazio Ipazia
martedì 17 febbraio 2026
13 Febbraio, moderatore per i Frallelli Zaninelli, autori Pav, pressò MaMì Libri e birra (MILANO)
La pagina Briciole D'Autore - Alessandro De Vecchi, dopo 12 anni di quotidiano condividere ha superato 8200 persone che la gradiscono. Non utilizzo il termine followers perchè le persone non sono numeri e perchè i numeri non indicano granché. La mia felicità sta nel poter essere utile a più persone possibili . Grazie per permettermi di farlo con meditazioni e pensieri quotidiani
La pagina Briciole D'Autore - Alessandro De Vecchi, dopo 12 anni di quotidiano condividere ha superato 8200 persone che la gradiscono. Non utilizzo il termine followers perchè le persone non sono numeri e perchè i numeri non indicano granché. La mia felicità sta nel poter essere utile a più persone possibili . Grazie per permettermi di farlo con meditazioni e pensieri quotidiani
Domani sarà il #Losar (capodanno tibetano). Per festeggiare ho realizzato questa immagine con questa #meditazione del cuore ❤️ buon anno del #CavalloDiFuoco #DalaiLama
mercoledì 11 febbraio 2026
Walk for peace, la marcia per la pace di 19 monaci e un cane, si è conclusa con l'arrivo a Washington DC
martedì 10 febbraio 2026
martedì 3 febbraio 2026
Assaggi di ciò che verrà (Abitare ogni respiro)
domenica 25 gennaio 2026
Il nuovo singolo dei Def Leppard: "Rejoice". Perché ne parlo?
A scanso d'equivoci getto subito la maschera e faccio immediatamente "outing": chi scrive questo articolo non è per nulla imparziale, da 36 anni sono un "die hard fan" dei Def Leppard, quintetto britannico prossimo a 50 anni di carriera. Membri della "Rock and Roll All of Fame", ma soprattutto gruppo che ha mostrato al mondo una capacità di resilienza e compattezza umana senza precedenti. A tal proposito leggere la storia del loro batterista Rick Allen, che perse il braccio sinistro in un incidente automobilistico la notte di capodanno 1984 e di come i suoi compagni, anziché sostituirlo, lo attesero per ben 4 anni, affinché reimparasse a suonare la batteria con un solo braccio e l'ausilio di un kit speciale fatto di pedali... giusto in tempo per il loro best-seller/masterpiece "Hysteria" (album che rivoluzionerà e riscriverà le coordinate dell'Hard Rock melodico, anche grazie alla maniacale produzione di Robert John "Mutt" Lange).
Ma
non fu l'unica prova dura sostenuta dai "Leopardi Sordi", che qualche
tempo più in là (8 Gennaio 1991) dovettero sopravvivere anche con la scomparsa
del loro chitarrista Steve Clark (detto "the riff-master"), a causa
di un mix letale di antidolorifici e alcol. Ultima in ordine cronologico, la
tegola del "subentrato" chitarrista Vivian Campbell, che dal 2013
combatte contro un linfoma di Hodgkin. Nonostante diverse recidive, ha
continuato a esibirsi quasi sempre. Dopo anni di immunoterapia e chemioterapia,
nel 2024/2025 si è sottoposto a un trapianto di midollo osseo, mantenendo un approccio
positivo e attivo nella sua carriera musicale.
Parliamo dunque di capitoli catastrofici da Guinness?
Tutt'altro! Parliamo di esempi di resilienza umana, capacità di fare
dell'unione e dell'amicizia la stella polare in un mondo, quello dello Show Biz,
dove queste qualità paiono ormai ridotte all'estinzione, al pari dei panda.
Perché oggi accenno a tutto ciò? Anzitutto perché,
mentre attendo l'uscita del mio libro ("Abitare ogni respiro" - Pav
Edizioni ) ho deciso di non stare con le mani in mano e iniziare a imbastire
delle idee per un futuro progetto letterario che parli proprio dei Def Leppard.
Non tanto come band, bensì come esempio umano, grazie a quello spirito
forgiato e mai domo che ognuno di noi può scoprire d'avere nelle situazioni più
arcigne e aspre dell'esistenza.
E' troppo presto adesso tuffarmi in questa
storia, ma ci tenevo a rendere loro omaggio sul mio blog, per tutto quello che
mi e ci hanno dato in questi decenni. Persino ora che, non paghi dei successi
artistici in grado di unire tre generazioni, hanno scelto di produrre nuova
musica col singolo "Rejoice" (Gioire), singolo che precederà un album
nuovo di zecca entro il nuovo anno. Che dire? L'ascolto ci snocciola a grappoli
motivi per rallegrarci, ancora una volta gli ex ragazzi delle acciaierie di
Sheffield fanno bella mostra di artigli per nulla scalfiti dal tempo e di un
ruggito che ancora fa eco.
Parlando della genesi del brano, il cantante Joe Elliott ha spiegato:
“Questa canzone è stata un viaggio
incredibile dal concept alla sua realizzazione. Un giorno ho detto a Phil: ‘Ho
quest’idea per un testo in cui il narratore è al punto più basso possibile e
vuole risalire verso un livello più alto. Hai qualcosa di musicale che potrebbe
adattarsi?’. E lui mi ha risposto: ‘In effetti sì’.”
Il chitarrista Phil Collen ha
aggiunto:
“Avevo questo riff e quest’idea per una
canzone da un po’ di tempo. Quando Joe è venuto da me ho creato una base
ritmica con un suono tribale, che si adattava perfettamente a un altro
arrangiamento che avevo. Gliel’ho mandata ed è stato come per magia: ha
iniziato subito a cantare sopra. Così è nata la canzone. Poi l’abbiamo passata
a Ronan McHugh, che ha lavorato su un loop di batteria più strutturato con
suoni diversi. Tutto ha iniziato a prendere forma e a suonare come un canto
potente. Ci piace molto. È hard rock, per i nostri standard. Ha un po’ più di
spinta rispetto a quello che abbiamo fatto negli ultimi tempi. È qualcosa di
speciale.”
Con oltre 110 milioni di dischi venduti e
una carriera che annovera pietre miliari come “Hysteria” e “Pyromania”, i Def Leppard imprimono nelle
tavole della storia i loro nomi, riconducibili ad una delle realtà più longeve
e riconoscibili del rock planetario.
(Alessandro
De Vecchi)
Ecco,
qui sotto, il video di "Rejoice":







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