Autore e istruttore abilitato di meditazione www.facebook.com/alessandrodevecchi.autore www.youtube.com/user/alesiouxtay
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giovedì 16 maggio 2019
Moderatore della mostra fotografico\letteraria "Gent de Bià". (25 Maggio, ore 17). Ecco l'articolo
giovedì 2 maggio 2019
In anteprima vi svelo la prefazione del romanzo. A Giugno la pubblicazione di "A meno che non vincano tutti"
Il titolo scelto da Alessandro De Vecchi per il
suo ultimo libro, “A meno che non vincano tutti”, è una citazione da Bruce
Springsteen, cantante prediletto dall’autore: la frase completa è “Nobody wins
unless everybody wins”, nessuno vince se non vincono tutti, ed è un inno alla
solidarietà, alla collaborazione reciproca. La prima scena del romanzo però, nella
logica di una dimostrazione per assurdo, ci scaraventa proprio nel bel mezzo di
un’aspra discussione fra il protagonista, Lorenzo, e la sua compagna Lara,
mostrandoci una situazione in cui avviene esattamente il contrario, uno dei
casi in cui i conflitti risultano distruttivi per entrambe le parti: non ci
sono un vincitore e un vinto, ma solo due sconfitte, due vite devastate
dall’amarezza e dalla frustrazione.
A scatenare il litigio fra Lorenzo e Lara è
l’improvvisa consapevolezza che le loro visioni del mondo sono diametralmente
opposte e inconciliabili.
Lui, fondamentalmente legato ai valori di armonia
nei rapporti umani, ha accettato per motivi economici un posto di “tagliatore
di teste”, il “boia” che decide quali lavoratori licenziare perché le aziende
aumentino i profitti, ma ormai quel ruolo gli risulta odioso, parte di una vita
non sua. Lei, arida, egoista e superficiale, reagisce furiosamente alla sua
presa di coscienza, e questo pone fine alla loro storia.
Nonostante il senso di liberazione inizia per
Lorenzo una crisi profonda, una fase difficile e dolorosa in cui ricostruire la
propria vita ripartendo da zero, cambiando casa e città e cercando un posto di
lavoro meno prestigioso e redditizio, ma più coerente col suo senso di umanità.
Licenziarsi da un comodo posto di lavoro,
affrontare un concorso e confrontarsi con un personaggio anche più cerbero del
suo ex-capo... non sarà un percorso facile, ma in questa ricostruzione Lorenzo
avrà a suo fianco la sorella Gabry e le coppie di amici Davide e Stella, Pablo
e Serena, che i lettori dei romanzi precedenti di Alessandro De Vecchi hanno
imparato a conoscere.
Cambiare vita, però, significa per Lorenzo anche
riprendere un discorso interrotto anni prima, la storia di passione e tenerezza
con Patrizia, che ai tempi aveva sopportato sempre meno la sua trasformazione in
uno spietato uomo d’affari; ora, dopo uno splendido nuovo inizio... nasceranno
nuove sfide.
Anche in questo romanzo, che ci trasporta negli
angoli più belli di Lombardia, Liguria e Toscana, non mancano le sorprese: fra
queste, un misterioso appuntamento che l’amico Pablo ha preparato per Lorenzo,
l’incontro, alla conferenza del Dalai Lama a Pisa, con due amici che hanno
qualcosa in comune con lui: un conto da chiudere con se stessi per sentirsi
veramente in pace con il mondo. Lavorando ad un progetto concreto...
Lo stile del
romanzo è caratterizzato da un tessuto composito in cui la narrazione e i
dialoghi si alternano alle riflessioni e ai ricordi, a testi di canzoni,
poesia, pagine di diario, ma soprattutto l’autore si fa portatore di un
messaggio di pace e armonia, la via del Dharma: una visione non dogmatica e una
scuola di vita che ha molto in comune con studi psicologici recenti, in
particolare sulla comunicazione non violenta. A questo proposito, nella parte
finale del libro è inserito un cameo che cita estratti di un insegnamento effettivamente
dato dal Dalai Lama durante una conferenza pubblica.
EDMONDO MASUZZI (Professore,
giornalista e scrittore. Titolare del blog:
www.facebook.com/scriviedmondomasuzzi/ )
ANALISI DEI TRE ROMANZI
(“Le risposte del risposte del silenzio” –
“Quanta Felicità puoi sopportare?” – “A meno che non vincano tutti”)
Se ognuno dei tre romanzi di
Alessandro De Vecchi (“Le risposte del silenzio”
“Quanta felicità puoi
sopportare?” e “A meno che non vincano tutti”) è tranquillamente godibile nel
suo valore autonomo, leggere le tre opere in sequenza apre pian piano un mondo
più vasto, riannoda una serie di fili, rivela una struttura più complessa. Le
tematiche dei due primi libri trovano infatti un riscontro e un potenziamento
nel terzo.
La figura di Pablo, in “Le
risposte del silenzio”, l’abbandono da parte della madre e il rapporto
d’affetto col padre ed i maestri spirituali si rispecchiano, con un
capovolgimento di prospettiva, nel senso di paternità di Lorenzo, protagonista
del terzo romanzo, nei confronti del figlio della sua compagna e nella decisione
di coinvolgere gli amici in un grande progetto educativo e di accudimento.
L’amicizia stessa, che si
articola nei tre romanzi come un valore su cui contare, nel terzo libro si
evidenzia maggiormente come un punto di riferimento che non si limita a sostenere
le scelte del protagonista: al contrario, gli amici e la sorella di Lorenzo non
gli risparmiano critiche o rimproveri, pur d’incoraggiarlo ad essere fedele al
se stesso migliore, più vero.
Anche il rapporto uomo-donna,
poi, trova una prospettiva più ampia: se nei primi due libri assistiamo alla
nascita e allo sviluppo di due storie d’amore, in “A meno che non vincano
tutti” l’autore parte da una situazione opposta, il crollo di un rapporto fra
due persone incompatibili, per descrivere poi un nuovo inizio e le successive
incertezze, i blocchi e i timori che possono frenare lo sviluppo di una grande
storia d’amore.
Ma l’elemento unificatore principale fra le tre
opere rimangono le riflessioni presenti già nei due primi libri, sul modo di
vivere in armonia con se stessi e con il mondo seguendo la via del Dharma: un
elemento che assume gradualmente un’importanza sempre maggiore, fino a
rivelarsi come fondamento dell’intera saga. EDMONDO MASUZZI
sabato 20 aprile 2019
Nulla da insegnare, molto da condividere
Finalmente ho preso coraggio. Oggi ho realizzato i primi due video di una iniziativa che ho chiamato ''nulla da insegnare, molto da condividere''. In questo e nei prossimi video semplicemente mi proporrò come CONDIVISORE( NON sono un insegnante ), che proporrà ciò che a mia volta mi è stato trasmesso riguardo temi spirituali, utili al quotidiano. Mi auguro di essere un mezzo utile a chi lo desidera. Un abbraccio sincero
martedì 2 aprile 2019
DIALOGHI CON LA LUNA, L’ALTRA META’ DI ME
In anteprima il breve racconto che porterò a "Maggio dei libri" per la manifestazione letteraria indetta dalla biblioteca di Magenta (MI), Venerdì 24 Maggio, ore 18.
DIALOGHI
CON LA LUNA, L’ALTRA META’ DI ME
« If you believed they put a man on
the moon, man on the moon. If you believe there's nothing up his sleeve, then
nothing is cool.» (Se hai creduto che hanno messo un uomo sulla luna, un uomo
sulla luna. Se credi che non nascondo niente, allora niente è divertente.»)
Questa
strofa, cantata da Michael Stipe dei R.e.m, riecheggia nei pochi metri quadrati
del mio salotto, mentre lascio che il mio naso e gli occhi possano andare in
gita, oltre la cortina di ferro della finestra, aperta come un gabbia i cui
canarini sono scappati tutti in una sera d’estate.
Nessuna
nuvola in cielo, pochi lampioni nel viale, palcoscenico ideale per lei: la
prima donna del manto celeste esige d’essere accolta così, a maggior ragione
oggi.
Oggi
non è una sera comune, no… non lo è affatto, oggi è il plenilunio più
spettacolare dell’anno.
La
grande argentata è perigeo: la distanza minima dalla Terra, e lei, sorniona, si
è rifatta il look. Neanche la più sexy della rockstar può tenerle testa, e, a proposito
di quest’ultima, credo di averla persa da un pezzo, fra uno scatto fotografico
e il successivo, nel disperato tentativo di catturare un momento magico. Uno di
quello che vorresti raccontare anche a distanza di anni.
Tempo,
epoche; anni. Anni. Quasi 50 ne sono trascorsi da quel 20 Luglio 1969 e da quei
tre uomini a tu per tu con la nostra protagonista. Si era in piena guerra
fredda e la sfida di lasciare le impronte sul nostro satellite, era una
faccenda di prestigio, una sfida fra due capofila, capaci di dividere l’umanità
in due fazioni. Il trionfo del cieco dualismo, opposto al senso del comune
bisogno collettivo.
Oggi
sono crollati muri, scemate ideologie novecentesche, eppure il mondo è
perennemente frazionato in mille pezzi di un puzzle che non riesce, o peggio
non vuole, completare l’immagine di unità e buon senso.
Eppure
siamo tutti qui sotto, simili a figli di quella stessa luna che ci fa da madre
e di quell’unico sole che ha comune paternità dei suoi 7 miliardi di affannati
esseri, in contesa sleale per un raggio più caldo e luminoso.
Ma
torniamo a noi: qui non ci sarà nessun nuovo allunaggio, nessuna passeggiata
sui crateri, eppure c’è qualcosa di mistico a prescindere, perché lei sa
regalarci questo ed altro: eclissi, energia e polarità femminili. Sa
influenzare le coltivazioni, le maree, la crescita dei capelli e delle barbe…
e, dulcis in fundo, dicono persino i nostri stati umorali.
Roba
da creduloni? Non saprei, mi tengo aperto, da buon sperimentatore, alle
possibilità.
Quante
volte abbiamo sentito frasi come “sei lunatico”, “hai la luna inversa?”.
Quanto
c’è di vero in tutto ciò? Misteri umani, che l’uomo stesso cerca di comprendere
dalla notte dei tempi, ma che forse, più che compresi, vanno semplicemente
vissuti per quello che sono: magnifici e ineluttabili.
Un
altro scatto mi riporta con la memoria a quasi un anno addietro: 27 Luglio
2018, l’eclissi lunare più scenografica degli ultimi decenni.
Ricordo
con entusiasmo quella ricorrenza: social networks in delirio per l’occasione,
visite planetarie quadruplicate e sciami di ragazzi, e non più ragazzi, in
marcia verso la campagna.
Zaini,
bici, macchine fotografiche al collo, candele, torce elettrice, tappetini da
yoga, stuoie, sacchi a pelo. Una piccola Woodstock casereccia prese forma in
modo spontaneo. Il tam tam passava di bocca in bocca dal centro di
Abbiategrasso al canale scolmatore che giunge sino a fiume Ticino: «Raggiungeteci
al canale, l’eclissi totale è fra pochi minuti».
Questa
frase era diventata una sorta di tormentone telefonico, scritto, inviato,
parlato, fotografato, sussurrato, strillato.
Portai
con me tre candele che dovevano rappresentare il passato, il presente ed il
futuro. Un omaggio di luce alla regina della luce, che in quell’occasione ci
mostrava il suo lato oscuro.
Quante
coppiette, quanti sogni, quante speranze vidi negli occhi di quella immensa
macchia di fauna umana in viaggio verso quell’appuntamento.
Nelle
filosofie orientali si dice che quella lunare sia una polarità di tipo “yin”,
ovvero un archetipo del “lato femminile” presente in ogni essere. La sua
funzione è “fare da specchio”, mostrarci il riflesso nascosto e recondito del
nostro interno più profondo, spesso non conosciuto e neppure immaginato.
Se
solo potessimo vedere parte dell’iceberg emotivo sommerso nei nostri pensieri
meno consci, la nostra vita sarebbe completamente votata alla consapevolezza.
Se
il sole illumina di luce propria e rappresenta l’aspetto estroverso, “maschile”,
volto al donarsi esteriormente è pur vero che tale azione non sia sufficiente
per colmare di auto conoscenza il proprio essere. E’ necessaria l’altra ala per
volare: l’oscuro, il sommerso nel mari di Nettuno, il “dark side” di cui
parlavano della loro celebre opera i Pink Floyd.
Una
staffetta di torce si improvvisò davanti ai miei occhi, che tentavano di
abituarsi all’assenza di luce, poi il suono si prese tutte le attenzioni di
presenti: un “ohh” di stupore passò di lingua in lingua, come un coro da
stadio. La vincitrice era ancora una volta lei, il suo argento, che lentamente
svaniva in una alone nero, non era secondo a nessuno.
Mi
sentii per un attimo nel ventre della grande madre e per vedere il volto del
grande padre sapevo che avrei dovuto aspettare l’alba.
Familiarizzai
con chi c’era al nostro fianco, voleva sapere qualcosa in più sulle mie tre
candele e sul mio rito propiziatorio. Che dire? Momenti che solitamente
appartengono a sciamani, streghe buone e animali allo stato brado, ma quella sera
tutto era possibile, esattamente come stasera.
Chiudo
la finestra, il mio naso e gli occhi rientrano all’interno del perimetro di
sicurezza, ma il cuore rimane lì: sulla macchia più grande del disco lunare che
sembra volermi avvolgermi e non lasciarmi andare via, non prima di aver detto
“grazie”. Grazie alla vita che sa sorprendermi ancora, come quando ero un
bambino.
Ora
forse ne so qualcosa in più di corpi celesti, raggi argentati e distanze
planetarie. Ora forse ho messo anch’io, a modo mio, il mio piede sulla luna.
Ma
credo che l’altra metà di me, la metà femminile, resterà ancora un mistero, che
tanto mi attrae e di cui mai ne saprò abbastanza.
ALESSANDRO DE VECCHI
venerdì 22 marzo 2019
Quanta Felicità puoi sopportare? Presentato a Magenta- Libreria "il Segnalibro"
Un piccolo reportage fotografico e di "articoli della stampa locale", che restituisce l'atmosfera festosa, e musicale , di "Tre profili d'autore". Evento al quale ho partecipato Venerdì 15 Marzo, presso la libreria "il Segnalibro" di Magenta, coi miei colleghi e amici Claudio Cepparulo e Julio Araya Toro.
Nell'occasione ho presentato il mio romanzo "Quanta Felicità Puoi Sopportare?"
in attesa di ultimare le correzioni e l'impaginazione definitiva del suo successore (" A meno che non vincano tutti", che verrà pubblicato in estate).
mercoledì 6 marzo 2019
Magenta, stiamo arrivando!! Venerdì 15 Marzo, ore 18. Vi aspetto !
Magenta (MI), 15 Marzo , ore 18. Libreria "Il Segnalibro", Via Roma 87.
Vi aspetto e vi aspettiamo per "3 Profili d'autore", rassegna letteraria che mi vedrà impegnato accanto agli amici-colleghi Julio Araya Toro e Claudio Cepparulo.
Ci sarà un intermezzo musicale alla mia chitarra e tante sorprese.
Leggerò estratti del mio romanzo "Quanta Felicità Puoi Sopportare?" e dialogheremo coi presenti, in un clima informale e sereno.
Ingresso Libero
domenica 3 marzo 2019
Un pomeriggio coi Negrita
Ne è scaturito un clima di di risate, allegria, musica, improvvisazione, e anche qualche tema sociale "caldo". Non è affatto la prima volta che li incontravo, ma ciò che mi ha colpito questa volta, è stato l'intimità, complice anche il ristretto numero di persone , rispetto ai canoni classici di un loro concerto (l'evento si è tenuto nella saletta conferenze della libreria "Rizzoli" di Galleria V. Emanuele di Milano).
Oltre a godere di buona musica, simpatia e riflessioni, ho ritrovato in loro lo stesso spirito scanzonato e lontano dal divismo, quello spirito che da oltre due decenni mi tiene compagnia e mi ha ispirato numerosi scritti e riflessioni, che dalla loro musica, sono poi confluiti nei miei umili scritti.
Nel momento dei singoli saluti è stato un privilegio per me fare loro dono di una copia del mio romanzo #QuantaFelicitàPuoiSopportare? https://www.lafeltrinelli.it/libri/alessandro-de-vecchi/quanta-felicita-puoi-sopportare/978889233109 e soprattutto notare le espressioni sorprese e di Pau e soci.
Avevano appena consigliato chiunque scrive (Musica, testi, poesie, romanzi ecc...) di partire sempre dal raccontare ciò che li circonda, e solo in seguito cercare di allargarsi come una lente di ingrandimento.di essere "reali", "onesti, "veritieri"; perchè chi usufruisce del tuo scritto sente quanto sia vero o artefatto.
Li ho presi in parola ed il mio stupore nel momento della consegna della copia contiene oltre vent'anni di ispirazioni dettate anche da loro e dal loro modo, senza pretese o verità in tasca, di invitare a ribellarsi cercando il bello. GRAZIE NEGRITA
ALESSANDRO DE VECCHI ( video e foto)
martedì 19 febbraio 2019
Moderatore a LetThèRario 2019 (Abbiategrasso, 16/02/2019)
La gioia di essere "dall'altra parte", a rendermi in qualche modo utile, a presentare questa volta non me stesso, ma tre bravissimi autori: Edmondo Masuzzi, Claudio Cepparulo, Franco Farè. Nel mezzo anche un bell'intervento alla chitarra sul reading poetico.
domenica 10 febbraio 2019
Le stesura è terminata!
Con grande gioia posso dire che la stesura del nuovo romanzo " A meno che non vincano tutti" è terminata, inizia ora un periodo di rilettura, impaginazione, collaborazioni per la copertina e la prefazione.
L'auspicio è di consegnare alle stampe l'atto finale di questa "saga familiare\trilogia" entro la fine dell'estate e di riempirvi di amor, pace e armonia con le mie parole.
Un abbraccio. ALESSANDRO DE VECCHI
L'auspicio è di consegnare alle stampe l'atto finale di questa "saga familiare\trilogia" entro la fine dell'estate e di riempirvi di amor, pace e armonia con le mie parole.
Un abbraccio. ALESSANDRO DE VECCHI
sabato 2 febbraio 2019
Grazie Morimondo!
Ecco il video e le foto che immortalano lo splendido pomeriggio di Domenica 27 Gennaio, presso la sala consiliare di Morimondo(MI), per la presentazione di "Quanta Felicità Puoi Sopportare?"https://www.lafeltrinelli.it/libri/alessandro-de-vecchi/quanta-felicita-puoi-sopportare/9788892331099
Grazie alla fondazione e al museo dell'Abbazia. Grazie a tutti i presenti e a chi mi ha supportato!
A presto...novità :)
Grazie alla fondazione e al museo dell'Abbazia. Grazie a tutti i presenti e a chi mi ha supportato!
A presto...novità :)
ALESSANDRO DE VECCHI
lunedì 21 gennaio 2019
Amati e chiedi scusa a te stesso- il video di uno stralcio del manoscritto in opera...
Alla libreria ''il segnalibro" di Magenta. Ho presentato un breve dialogo tratta dal libro che sto per ultimare, ecco il video. #AMenoCheNonVincanoTutti
domenica 20 gennaio 2019
Due articoli riguardanti la presentazione di "Quanta Felicità Puoi Sopportare?" (Morimondo , 27 Gennaio)
![]() |
| Un grazie grande come il sole per questi due articoli dei settimanali ''La Libertà'' e ''La Voce dei Navigli''. A questo punto manca solo una settimana alla presentazione #QuantaFelicitàPuoiSopportare. Domenica 27 Gennaio, h. 15,30 Morimondo. GRAZIE BELLA GENTE |
domenica 13 gennaio 2019
Gocce d'intenzione: il carburante più efficace!
Gocciolio dopo gocciolio ecco che il nuovo romanzo in divinire #AMenoCheNonVincanoTutti procede verso la fine della stesura. In attesa di presentare a Morimondo (MI) il suo predecessore "Quanta felicità puoi sopportare?" https://www.lafeltrinelli.it/libri/alessandro-de-vecchi/quanta-felicita-puoi-sopportare/9788892331099 - Domenica 27 Gennaio, morimondo, P.zza del municipio 4, h 15,30 -
Io vi lascio nel frattempo altri spunti di ciò che sto confezionando.
Con amore: ALESSANDRO DE VECCHI.
CLICCATE SULLE FOTO PER INGRANDIRLE E FACILITARE LA LETTURA
Io vi lascio nel frattempo altri spunti di ciò che sto confezionando.
Con amore: ALESSANDRO DE VECCHI.
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