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sabato 2 febbraio 2019

Grazie Morimondo!

Ecco il video e le foto che immortalano lo splendido pomeriggio di Domenica 27 Gennaio, presso la sala consiliare di Morimondo(MI), per la presentazione di "Quanta Felicità Puoi Sopportare?"https://www.lafeltrinelli.it/libri/alessandro-de-vecchi/quanta-felicita-puoi-sopportare/9788892331099
Grazie alla fondazione e al museo dell'Abbazia. Grazie a tutti i presenti e a chi mi ha supportato!
A presto...novità :)  

ALESSANDRO DE VECCHI













lunedì 21 gennaio 2019

Amati e chiedi scusa a te stesso- il video di uno stralcio del manoscritto in opera...

Alla libreria ''il segnalibro" di Magenta. Ho presentato un breve dialogo tratta dal libro che sto per ultimare, ecco il video. #AMenoCheNonVincanoTutti



domenica 20 gennaio 2019

Due articoli riguardanti la presentazione di "Quanta Felicità Puoi Sopportare?" (Morimondo , 27 Gennaio)






Un grazie grande come il sole per questi due articoli dei settimanali ''La Libertà'' e ''La Voce dei Navigli''. A questo punto manca solo una settimana alla presentazione #QuantaFelicitàPuoiSopportare. Domenica 27 Gennaio, h. 15,30 Morimondo. GRAZIE BELLA GENTE 


Nelle due foto qui sopra, invece, il pomeriggio narrativo\poetico presso la libreria "Il Segnalibro" di Magenta(MI). con il gruppo lettori autori abbiatensi (Galà108, giardinieri delle parole).


domenica 13 gennaio 2019

Gocce d'intenzione: il carburante più efficace!

Gocciolio dopo gocciolio ecco che il nuovo romanzo in divinire #AMenoCheNonVincanoTutti procede verso la fine della stesura. In attesa di presentare a Morimondo (MI) il suo predecessore "Quanta felicità puoi sopportare?" https://www.lafeltrinelli.it/libri/alessandro-de-vecchi/quanta-felicita-puoi-sopportare/9788892331099 - Domenica 27 Gennaio, morimondo, P.zza del municipio 4, h 15,30 -
Io vi lascio nel frattempo altri spunti di ciò che sto confezionando.
Con amore: ALESSANDRO DE VECCHI.

CLICCATE SULLE FOTO PER INGRANDIRLE E FACILITARE LA LETTURA










domenica 6 gennaio 2019

2019 col turbo: una nuova presentazione per "Quanta Felicità Puoi Sopportare?"






Si comincia il 2019! e lo si inizia nel migliore dei modi: Domenica 27 Gennaio, ore 15.30, Piazza Municipio 4.
Ingresso gratuito.


La presentazione di#QuantaFelicitàPuoiSopportare?proprio nel borgo in cui il  romanzo è ambientato.
Un sentito ringraziamento al museo dell'Abbazia di Morimondo, che ha reso possibile tutto ciò.
Vi aspetto colmo di gioia!

Con amore, Alessandro De Vecchi.

venerdì 21 dicembre 2018

Lettura natalizia alla biblioteca di Albairate(MI)

Una bella serata, insieme ai compagni dell'associazione G.A.L.A'108 Giardinieri delle parole.
Siamo stati ospiti della biblioteca di Albairate e ognuno di noi ha condiviso un breve racconto tratto dal proprio repertorio personale.
Ecco le foto della serata e il breve racconto da me proposto.
Un caldo augurio di pace a tutti. ALESSANDRO DE  VECCHI

















DIECI PASSI ED OLTRE
Metti una sera a cena dai tuoi.
Gironzoli con “passo ciondolante” in quella che fino a qualche anno fa era la tua cameretta.
Osservi ogni soprammobile, scruti le pareti coi poster rimasti lì attaccati: esattamente come li avevi lasciati qualche anno prima, quando ancora in quel bunker dall’aspetto così rassicurante ed intriso di ricordi, ci abitavi.
La voce di tuo padre ti richiama in cucina: << A tavola! E’ pronto! >>.
Ti pare di fare un piccolo tuffo indietro nel passato, quel poco che basta per tornare a sorridere teneramente…poiché inconsciamente sai bene che il tempo non si può fermare e probabilmente è giusto e meglio che sia così. Cosa sarebbe il nostro esistere se la meraviglia di farsi sorprendere dalla vita non avesse un ruolo da protagonista? Cosa diverrebbe senza i suoi continui cambiamenti: a volte sfacciatamente gioiosi, altre volte invece dannatamente taglienti?
Niente macchine del tempo dunque: << Qui non è Hollywood >> direbbero i Negrita, e ne avrebbero ben donde.
Qualche settimana fa, a tal proposito, stavo scrivendo sul diario un’asserzione che m’albeggiava da giorni:
<< Anche oggi il colpo di pistola dello starter ha dato il via. Mentre tutti affannosamente corrono per conquistare la fetta di mondo apparentemente più dorata, scelgo di camminare. Al mio passo, qui: vegliando sui sogni reali ed abbandonati da chi li ha bollati utopie >>.
Poco fa l’ho riletta ed ho compreso una cosa: forse ho iniziato a fare i primi passi buoni come ‘tirocinante nella palestra della vita’…e tali orme mi raccontano di come, in questo percorso privo di bussole e stelle polari, l’insegnante migliore sia proprio la pratica.
A proposito di passi ed andatura: quella sera a cena dai miei mi sono ritrovato a riflettere sul significato del vocabolo “avanzare”.
Il merito di queste bizzarre riflessioni lo devo a mia madre, spesso decisamente loquace.
Mentre silenziosamente portavo la forchetta alla bocca lei ha iniziato a raccontarmi un aneddoto che mi riguarda. Dice di averlo in qualche modo incanalato nei suoi pensieri dopo aver visto una fotografia che mi ritraeva in tenera età.
Ebbene, col suo solito piglio in quel frangente ha iniziato a raccontarmi di come ho imparato ad andare in bici: << Tuo padre ti tolse una rotella alla volta per insegnarti gradualmente a condurre la bici con sicurezza >>.
Così ha cominciato a conversare, mentre versandomi del vino, l’ascoltavo incuriosito.
<< Il giorno in cui ti ha levato anche la seconda rotella avevi molta ansia…chiedevi al papà di seguirti e tenere la sella con le mani. Il babbo ti rassicurava dicendoti che era alle tue spalle e ti stava sostenendo. In realtà tu, senza saperlo, stavi già guidando la bici da solo! Ma eri tranquillo perché sentivi la voce di papà provenire da dietro ed immaginavi le sue manone pronte ad afferrarti in caso di ‘mancato decollo’ >>.
Questo piccolo ed apparentemente banale ricordo, mi ha illuminato la serata. Suonerà bizzarro, forse anche un poco singolare, ma ora posso dire di aver davvero capito cosa significhi “avanzare”. Quella minuscola bicicletta in verità è una metafora, un’allegoria del nostro quotidiano “farci strada”. Per poter stare in equilibrio occorre pedalare, sempre.
Le rotelle mancanti e l’ansia le ho ritrovate in ogni altra occasione, in ogni “notte che precedeva un esame”...e la commissione giudicante si chiamava “futuro”.
Oggi sono qui: la segnaletica non esiste. Non troveremo mai un cartello che ci indichi qual è la via buona.  Spesso avremo a che fare con sentieri scoscesi e dolori ai tendini, a forza d’alzarsi sui pedali per affrontare le salite più ripide o i tornanti più erti.
La vetta non è mai visibile ad occhio nudo. A volte ho come l’impressione che inoltrandomi fiducioso, essa dispettosamente diventi inafferrabile, come un’utopia. Ma in fondo è bello che sia così.
Karl Otfried Muller diceva: << Niente deve andar perduto per te e nessuno sciocco timore di perderti deve trattenerti dalla gioia di vagare >>.
Dimenticavo: buon viaggio a tutti, ricordate di non subire mai la vita…costruitevela.

ALESSANDRO DE VECCHI




giovedì 6 dicembre 2018

Nuovo video per "Quanta felicità puoi sopportare?"

L' avevo promesso: un video di fine anno per festeggiare un anno speso a presentare il romanzo #QuantaFelicitàPuoiSopportare? , insieme a voi. Ora ci si prepara ad un' altro giro di incontri e....l'anno prossimo arriverà la pubblicazione del seguito, la chiusura della trilogia.

Buona visione! - ALESSANDRO DE VECCHI - 





domenica 2 dicembre 2018

venerdì 23 novembre 2018

Presentando la seconda edizione di "profili d'autore"

Venerdì 16 Novembre, Sala consiliare di Abbiategrasso (MI).
Una bellissima esperienza, come moderatore e presentatore della seconda edizione "profili d'autore''. Nella prima edizione avevo partecipato in veste di autore, quest'anno ho avuto l'onere o l'onore di presentare la serata. Grazie a tutti in particolare alle scrittrici Erica Regalin, Giulia Brentali, Aurelia Menescardi e Luigia Bevilacqua. 
Grazie al settimanale "Eco della città" per l'articolo. Grazie alle associazione "Ducato di Abbbiate-Grasso" e "Galà108- giardinieri delle parole". Grazie al numeroso pubblico intervenuto.

LOVE.  ALESSANDRO DE VECCHI.

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venerdì 2 novembre 2018

Un 'accelereta sul processo di scrittura

Siamo a Novembre, e poco più di un anno è passato dalla pubblicazione di  "Quanta Felicità Puoi sopportare?" https://www.lafeltrinelli.it/libri/alessandro-de-vecchi/quanta-felicita-puoi-sopportare/9788892331099
In attesa attiva  di nuove occasioni per presentarlo, il processo di scrittura del suo successore #AMenoCheNonVincanoTutti  procede spedito, grazie ad una forte ispirazione.
L'idea di chiudere la "trilogia dell'evoluzione spirituale" entro fine  dell'anno prossimo, non è più così una chimera.
Nel frattempo mi muovo sotto nuovi fronti: Quanta Felicità Puoi Sopportare? sarà  a giorni disponibile anche su www.amazon.it.
Intanto eccovi nuovi assaggi di ciò che sto scrivendo.
Con Amore -Alessandro De Vecchi-

Cliccate sulle foto per facilitare la lettura 








sabato 20 ottobre 2018

La descrizione di un attimo

La descrizione di un attimo. Una pagina di ciò che sto descrivendo nel mio romanzo #AMenoCheNonVincanoTutti

Salito sulla sua 500, ebbi una serie di flash back interminabili. Un “brainstorming” destinato a non cessare allorché avessi capito quanto quella donna mi fosse entrata nelle vene e galleggiasse, impunita, fra i miei globuli bianchi e quelli rossi.
Impressi nel ricordo ci sono ancora dei fotogrammi che ho vissuto su quel sedile e sono piantati lì: come un affresco millenario, che né l’incedere del tempo, né la fragilità dell’ossatura della memoria, possono screpolare.
Da qualche parte avevo sentito dire che gli affreschi sono così: o gli si dà una mano di bianco commettendo il delitto di cancellare un capolavoro, o li si restaura con amore e pazienza, tramandandoli preziosamente ai posteri.
Ci fu un bacio che svolse questo compito, lasciando l’unico posto possibile al restauratore di affreschi e mandando pre-pensionamento l’imbianchino.
Smanettavo sull’autoradio, felice e sorpreso di aver scovato, nel vano porta oggetti, un cd che avevo masterizzato e regalato anni prima a Patty. Era ancora al suo posto, pronto a raccontare ballate un po’ ruffiane e “pomicione”.
Il cd delle occasioni speciali, quello in cui ogni canzone è selezionata con lo scopo di creare una sorta di detonatore che pare avvisare: «Al mio segnale tutti in brodo di giuggiole e gli unici ‘corpo a corpo’ che voglio vedere, saranno quelli sotto le lenzuola.»
Skippai un po’ di brani fino ad arrivare a quello che, come bene sapevo, le piaceva da impazzire: “Come musica” di Lorenzo Jovanotti. Non che c’andassi matto, ma sacrificavo i miei “santi” dell’alternative rock, per far felice la mia donna. Insomma, Eddie Vedder poteva perdonarmi, se per una volta lo tradivo con il nazional popolare! Gli occhi sognanti di Patrizia valevano bene quel prezzo!
Il pezzo era già partito quando incautamente Patty toccò dentro ai tasti con un gomito e selezionò, per sbaglio, la radio Fm: la canzone si interruppe ed al suo posto capimmo che stavano trasmettendo “Completamente”, dei - The Giornalisti –
Il resto è una specie di ricordo confuso, come un sogno che tenti di ricordare al mattino ma ti godi nel pieno della notte
C’erano le nostra braccia ormai strette ai corpi sudati. Le labbra incollate, come bi-adesivi a presa rapida. La mia camicia, mezza sbottonata e la sua: abbottonata solo per metà. Il suo rossetto, totalmente spalmato sul mio collo e le casse che gonfiavano questo verso: «Oserai andarci sotto maledetta? E Provare robe forti un’altra volta. E spararti tutto ciò che provo in faccia…»

(ALESSANDRO DE VECCHI)

giovedì 11 ottobre 2018

Trattori che arano parole...

Avete mai visto quei contadini che col proprio trattore arano e seminano i campi? A volte sembra che ripetano la medesima fatica ogni giorno, per mesi, senza che nulla intorno cambi. Senza che niente cresca e dia segno tangibile del frutto del lavoro.
Ebbene, il mestiere del vivere (e dello scrittore in particolare), è simile: mesi di semina di parole, ore piccole chini sul monitor, a spremere le meningi, cercando di tradurre in vocaboli un tesoro nascosto nei meandri del cuore.
Poi tutto d'improvviso ecco che la coltre bianca delle nevi lascia il posto ala fioritura. 
Il Buddha diceva: non basta che i semi siano buoni, occorre anche scegliere il terreno più fertile.
Ecco cosa sto facendo a fari semi-spenti: a volte tutto pare fermo, ma in realtà la terra sta girando su se stessa e nulla è realmente mai inerte.
Il romanzo  #AMenoCheNonVincanoTutti  prosegue goccia dopo goccia e anche questo mese ve ne voglio proporre qualche sgocciolio.
Con amore - ALESSANDRO DE  VECCHI - 

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