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sabato 16 aprile 2016

Il Mormorio della farfalle

Cari amici, dove ci eravamo lasciati? 
Ovunque fosse non importa, ciò che conta è solo il presente ed il futuro, che è figlio stesso di questo tempo.
Ed è proprio il presente ad aver bussato alla mia porta con una nuova sfida, una nuova storia, un nuovo romanzo, che attende di essere scritto e di prendere forma.
Ci vorranno giorni e giorni, ma l'idea è già nella mia testa e nel mio cuore: è la storia di un ragazzo affetto da mutismo, un interprete del linguaggio per sordo-muti. Non voglio svelare troppo, ma so per certo che anche questa nuova avventura mi porterà laddove non manca mai una cosa: la gioia di scrivere, di emozionare, di raccontare a me stesso e a chi vorrà leggere... per divenire un NOI.
 Intanto vi lascio alcune piccole frasi che sto "gettando" sui miei appunti mentre penso, scrivo e idealizzo la struttura. 
Il mormorio della farfalle sia con voi.
Un abbraccio. ALE







venerdì 1 aprile 2016

Non è un pesce d'Aprile, ma una nuova intervista ! :)


Cliccare sull'immagine per ingrandire e facilitare la lettura

Non è un pesce d'Aprile, ma una piccola grande soddisfazione:
una nuova intervista, questa volta concessami dal giornale locale " Ordine e Libertà " che ringrazio sentitamente. Buona lettura e a "tutte vele", il viaggio continua! 
Un abbraccio a tutti.
ALE 

 

sabato 5 marzo 2016

Le piccole cose....nulla è più grande...

Oggi desidero condividere questo click che immortala un momento felice.
Vito Mancuso tiene fra le mani il mio romanzo (di cui gli ho fatto dono) http://www.lafeltrinelli.it/libri/de-vecchi-alessandro/risposte-silenzio/9788892301207
Uno scatto felice, che mi ricorda quanto siano proprio le cose apparentemente piccole a banali a divenire spesso quelle più evidenti.
Mi trovavo al "Centro Mandala Studi Tibetani" (Milano). Assistevo ad una conferenza sul parallelismo fra "compassione "  e "misericordia" (tenuta da Lama Paljin Rinpoce e Vito Mancuso).
Una serata gradevole e pregna di grandi messaggi, da interiorizzare e far propri per contiribuire quotidiamente all'evoluzione etica ed umana.
In particolare mi ha colpito questa affermazione di Mancuso: << Le parole non mentono mai. Non sbagliano mai neppure i termini storici. Sono le frasi semmai a tradire i vocaboli, ma mai le parole, poichè esse vengono direttamente dalla pressione della vita >>.

mercoledì 2 marzo 2016

I pensieri non dormono mai....




 ...così come la speranza! 
Un abbraccio a tutti!  ALE










lunedì 1 febbraio 2016

Cosa bolle in pentola?

Qualcosa di nuovo inizia a bollire: nuove idee, titoli possibili per una nuova avventura romanzata, frasi, che mi vengono a trovare di notte ed in sogno (costringendomi spesso a svegliarmi e prendere appunti).
Tutto questo mentre la promozione di "Le risposte del silenzio" entra nel vivo http://www.lafeltrinelli.it/libri/de-vecchi-alessandro/risposte-silenzio/9788892301207
e la collaborazione con Almax Magazine prosegue ormai da un anno: http://www.progettoalmax.it/almax-magazine.html
Vi lascio qualche spunto nuovo....e un augurio: lasciatevi sempre sorprendere dall'istante che state vivendo, non fatevi trovare mai pronti, la meraviglia non indossa abiti da gran galà, ma veste il quotidiano piacere.
Un abbraccio
ALE




venerdì 8 gennaio 2016

Eccoci.. si ricomincia!

A maggio questo blog festeggerà il 5° anno di vita. Un traguardo che non avrei mai immaginato il giorno in cui, quasi per scherzo l'ho immaginato e poi lentamente creato.
Nel frattempo molte cose sono cambiate: Un blog parallelo su facebook ha preso vita dando voce quotidiana a tanta gente e nuove amicizie..."La danza dei pensieri e dell'inchiostro": https://www.facebook.com/groups/300912529932150/ , che è uno spazio vivo e molto attivo, ma non per questo abbandono questa creatura.
Questo nuovo anno inizia sotto il segno di un continuo impegno: inizio da questa foto che lascio a fondo pagina.  E' uno stralcio del mio romanzo ‪#‎lerispostedelsilenzio‬. Spero possa essere una lettura che dia piacere e beneficio. Da 2 mesi ho pubblicato (o per meglio dire Auto-Pubblicato) questo libro. Alcuni lettori che lo hanno assaporato, o letto interamente, mi hanno scritto per dirmi che la lettura è stata di beneficio per lo spirito. Grazie, grazie ed ancora grazie! Non c'è nulla di più bello, per chi spende anni in un progetto nel sentirsi ripagato da parole simili. Purtroppo il mondo dell'editoria è difficilissimo ed io (lo dico con umiltà e sincerità) sono un ragazzo quasi totalmente sconosciuto. Sono tante, tantissime le difficoltà che si incontrano quando si cerca almeno di dare un pizzico di visibilità al proprio scritto: non avendo dietro né sponsor, né case editrici o mezzi, si deve sopperire a queste mancanze con tanta buona volontà e fantasia. Video, amici che si prestano aiutandoti e titolo gratuito, piccole anteprime sui social network o piccole interviste su testate locali. Quest'anno (in primavera) sono riuscito ad ottenere due presentazioni del libro, appena avrò maggiori certezze inviterò tutti quanti vorranno essere presenti. Nel frattempo sono e sarò grato con tutto il mio cuore a chiunque avesse voglia di darmi un suggerimento, un'idea, qualsiasi contributo umano per rendere questo libro il più possibile accessibile e di beneficio alla gente. Un grande abbraccio. 
ALE

Emoticoncome sapete da 2 mesi ho pubblicato (o per meglio dire Auto-Pubblicato) questo libro. Alcuni lettori che lo hanno assaporato, o letto interamente, mi hanno scritto per dirmi che la lettura è stata di beneficio per lo spirito. Grazie, grazie ed ancora grazie! Emoticon heartNon c'è nulla di più bello, per chi spende anni in un progetto nel sentirsi ripagato da parole simili. Purtroppo il mondo dell'editoria è difficilissimo ed io (lo dico con umiltà e sincerità) sono un ragazzo quasi totalmente sconosciuto. Sono tante, tantissime le difficoltà che si incontrano quando si cerca almeno di dare un pizzico di visibilità al proprio scritto: non avendo dietro né sponsor, né case editrici o mezzi, si deve sopperire a queste mancanze con tanta buona volontà e fantasia. Video, amici che si prestano aiutandoti e titolo gratuito, piccole anteprime sui social network o piccole interviste su testate locali. Quest'anno (in primavera) sono riuscito ad ottenere due presentazioni del libro, appena avrò maggiori certezze inviterò tutti quanti vorranno essere presenti. Nel frattempo sono e sarò grato con tutto il mio cuore a chiunque avesse voglia di darmi un suggerimento, un'idea, qualsiasi contributo umano per rendere questo libro il più possibile accessibile e di beneficio alla gente


mercoledì 23 dicembre 2015

Doni di fine anno.....


Un grazie speciale al settimanale di Abbiategrasso "Eco della città" per questa bell'intervista che mi ha concesso e donato. Grazie di cuore 

Emoticon heart (p.s: cliccando sulla foto si facilita la lettura).

Un sentito ringraziamento a Chiara Barbieri, amica e professionista, che ha realizzato
per me questo "book-trailer":


  


lunedì 21 dicembre 2015

Il gioco della vita - un racconto che ho scritto per Almax Magazine.


( CLICCARE SULL'IMMAGINE PER FACILITARE LA LETTURA INGRANDENDO )

Anche questo mese ringrazio Progetto Almax (Almax Magazine): rivista online con la quale collaboro da Aprile. Questo che vi indico è link della rivista sfogliabile, il mio racconto è a pag. 51: https://madmagz.com/magazine/657926
---------------- - ------------------- IL GIOCO DELLA VITA
E’ una giornata di Dicembre: sono solo, ma la compagnia di me stesso è persino numerosa per uno spirito che oggi ha il desiderio di ritrovare se stesso.
Seduto in riva al Ticino osservo le acque del fiume scorrere: un eterno mutamento, copioso nel movimento, ma mai identico a se stesso.
Una nebbia fitta quanto i miei pensieri si espande dallo specchio d’acqua ed il vapore acque sembra accarezzarmi il viso, seminascosto dalla sciarpa di lana arrotolata più volte.
Negli auricolari musica, come ogni giorno; come ogni volta in cui l’anima ha bisogno di un massaggio delicato.
Oggi ci sono loro: i Def Leppard, rock band con cui sono passato dall’età adolescenziale a quella adulta.
I miei timpani fanno spazio a questo verso, che si fa largo fra tutte le cellule: <<Sometimes I feel I don’t belong here, sometimes I just don’t feel. I feel so uninvited, a wound that never heals. I need a little shelter,
just for a little while. Sometimes I hide the sadness, behind a painted smile.>> ( A volte mi sento di non appartenere a questo, a volte proprio non lo sento. Mi sento così escluso, una ferita che non guarisce mai. Ho bisogno di un nascondiglio, anche solo per un momento. A volte nascondo la tristezza dietro ad un sorriso dipinto).
Il tramonto si intravede appena, quasi volesse esercitare la fantasia di ridipingerlo. Il tutto mi ricorda un quadro di Monet.
<< Ecco, lì c’è l’ovest >>, dice fra sé e sé la mente. La vista, invece, gode di ogni riflesso.
Come mai oggi sono qui? Perché ho scelto di scrivere queste parole?
Domande, sempre domande… le risposte giungono proprio quando cessiamo di voler comprendere ogni cosa e lasciamo che semplicemente tutto sia.
Il silenzio, in fondo, non è l’assenza di parole, bensì l’assenza di confusione nel cuore. E allora lascio che questo muscolo cardiaco faccia ciò che sa fare meglio, senza aver la presunzione di insegnargli un bel nulla.
Un’altra strofa della canzone apre il mio sorriso esattamente come quando le nuvole si aprono, lasciando spazio alla volta celeste: <<And there’s nothing left to chance, when there’s nothing left to lose.>> (E non c’è nulla lasciato al caso, quando non c’è nulla da perdere).
Ti ho ritrovato vecchio sorriso, nuovo ospite di questa arcata dentale.
Più ti cercavo e più ti sentivo lontano. Ora sei qui, spontaneo e così fedele a questo istante.
Sento che c’è solo un modo di poter essere felici: scegliere di esserlo senza inseguire la felicità, ma piuttosto capendo che si può essere la felicità.
E’ stato un anno a tratti lento e paludoso a tratti veloce come una stella cadente, ma ho capito che per poter ottenere la pace che si vuole occorre prima lasciar andare tutto ciò che non si vuole. Trattenere è spesso più doloroso del lasciar andare e può ferire come una corda tagliente afferrata con forza con le mani nude.
Saluto il tramonto, saluto il sorriso che mi ha trovato. 
Non sono mai stato un furbacchione quando si giocava a nascondino…ma sono quasi sempre stato uno che la vita sa anche lasciarla giocare.


ALESSANDRO DE VECCHI 


martedì 1 dicembre 2015

Dicembre ....eppure ancora si semina!

 

(clicca sulla foto per ingrandire e facilitare la lettura).

Rieccoci amici, il mese di Dicembre è giunto ed altro anno è all'epilogo. Tante sono le novità, i cambiamenti che ha portato e tanti ancora ne dovranno arrivare (come è naturale che sia).
Questo mese ho il piacere di mostrarvi l'articolo uscito su Almax Magazine ,  http://www.progettoalmax.it/
rivista online con la quale collaboro ormai da Aprile. E' un articolo che parla del mio romanzo e degli sforzi che sto compiendo per promuovere questo lavoro interamente auto-prodotto.
In questa ottica di diffusione ho pensato anche di preparare (e mettere su youtube) un video trailer del libro.

Buona visione e grazie a tutti voi che col vostro buon cuore vorrete aiutarmi a dare visibilità a questo scritto, che per me significa molto, poichè redo possa in qualche modo essere di beneficio a più persone.
Nuove iniziative di presentazione al pubblico seguiranno il prossimo anno, ma di questo ne parlerò a tempo debito. 

Buona vita!!! 
ALE





venerdì 23 ottobre 2015

"Le risposte del silenzio". il mio nuovo romanzo è finalmente pubblicato!


Cari amici, 

ho lavorato silenziosamente e minuziosamente per due anni a questa nuova "creatura". 
Ho visto prendere forma, mattone dopo mattone, giorno dopo giorno, parola dopo parola, ad un sogno che oggi è finalmente concreto e si chiama "Le risposte del silenzio".
La prefazione è stata curata da Barbara Tosi (di Le Maison-Lifestyle Magazine - San Marino) e Irene Ceneri (Almax Magazine). La copertina curata dalla fotografa e grafica Chiara Barbieri. 
Tutto il resto del lavoro è invece frutto della mia passione per la scrittura e dell'aiuto di persone a me care ed amici volenterosi, che si sono prestati nella rilettura delle bozze. Ringrazio tutti di cuore.
Da oggi il romanzo è consultabile e acquistabile al sito ilmiolibro.it (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/197591/le-risposte-del-silenzio-3/)
e presto sarà disponibile anche presso il sito: lafeltrinelli.it
(http://www.lafeltrinelli.it/libri/de-vecchi-alessandro/risposte-silenzio/9788892301207)
Inoltre, per chi preferisse, il libro è altresì acquistabile ORDINANDOLO (SU PRENOTAZIONE) in qualunque libreria Feltrinelli.

Condivido con voi questa grande gioia e mostrandovi copertina e retro copertina (completa di prefazione), vi invito a sostenermi, nella speranza che questo scritto possa essere di beneficio a più persone possibili.
Un abbraccio forte a tutti quanti.


ALESSANDRO  DE VECCHI

giovedì 3 settembre 2015

il ballo del cambiamento....



« Il cambiamento non è mai sofferenza, solo la resistenza ad esso lo è ».
Questo insegnamento fu dato da Siddharta Gothama (più noto come “il Buddha”, ossia “il risvegliato"). Un uomo vissuto nella regione dell’attuale Nepal più di 2500 anni fa.
Tutto ciò che scoprì ed insegnò non aveva nulla a che vedere con la religione, la credenza in qualche essere superiore o la metafisica.
Si occupò pragmaticamente di ciò che riguardava la condizione umana, l’origine della sofferenza, donando un metodo tangibile per trasformare ogni condizione mentale difficile in concime per la felicità  interiore, quella non dettata da condizione esterne e transitorie.
Perché faccio questo preambolo? Semplicemente perché mi rimanda a ciò che sto vivendo qui ed ora, in questo preciso istante.
Sono disteso su di un prato che ho raggiunto pedalando con la mia bici in mezzo alla natura. C’è silenzio, uno di quei silenzi colmi di tutto, talmente pregni del mondo intero da bandire cuffie o immaginazione per sentirsi parte d’esso.
Una foglia gialla è caduta dall’albero dinanzi a me . E’ una della prime foglie ingiallite e sembra una pecora nera che spicca fra la preponderante macchia bianca circostante.
Quella foglia che cade mi comunica molto. Apparentemente può sembrare triste vederla distaccarsi dal ramo e fermare la sua corsa al suolo…ma andando a fondo mi accorgo di come in verità sia tutto il contrario. Nessuna fine, nessuna cessazione o annichilimento, solo trasformazione, evoluzione, vitale cambiamento.
Quella foglia si toglie per fare spazio ad una nuova che arriverà quando sarà tempo…e la  nuova arrivata sarà la conseguenza della precedente, presenterà un aspetto più fresco, luminoso e a sua volta farà il suo ciclo; ponendo le basi per ciò che nuovamente avverrà dopo di lei.
Mi fermo, afferro la foglia e sorrido: in essa vedo il cerchio della vita, un cerchio senza inizio né fine, una circonferenza dove perdersi significa ritrovarsi ogni giorno; diversi ed uguali al tempo stesso.
Tutto ciò vale per le nuvole che campeggiano ora sopra il mio capo: hanno forme divertenti, sembrano dipinti in movimento, ma fra poche ore avranno mutato aspetto e si saranno trasformate in altro. Nessuna fine, nessun funerale: la festa del vivere non risparmia neppure loro. Qualcuna diverrà pioggia e finirà per nutrire fiori e campi, qualcun’altra si rimanifesterà sotto forma di rugiada e farà compagnia agli assonati mattinieri.
Il cambiamento è salvezza, ordine, necessità. Einstein diceva che la specie che sopravvive non è la più forte, bensì quella che meglio si adatta ai cambiamenti.
Beh, tutte queste riflessioni partono da una banale foglia ma riguardano in prima persona anche me e riguardano ognuno di noi.
Mentre arrotolo un ciuffo d’erba fra le dita mi rendo conto di essere nel pieno di una fase di passaggio. Molte esperienze della mia esistenza sono terminate, giungendo al capolinea…spesso lasciandomi anche l’amaro in bocca per come si sono troncate. Altre invece sono in embrione e sento che stanno semplicemente maturando .
Improvvisamente la mia mascella non è più contratta, i pugni, che sentivo così chiusi e rigidi, si distendono ed il palmo della mano si fa più morbido, quasi pronto ad accogliere il futuro mentre tasta il terreno del presente. Senza più giudicare, senza più dannose aspettative.
Risalgo in sella alla bicicletta, la foglia si è incastrata fra i raggi delle ruote. L’afferro quasi ringraziandola della compagnia e del messaggio che mi ha portato.
Spingo forte sul pedale, come una dichiarazione d’intenti sento nascere una voce che mi dice: « Ho deciso d’imparare ad amarmi e rispettarmi finchè morte non mi separi da me stesso.
Ho deciso di mandare in pensione in fantasmi disoccupati che, senza invito, vengono a turbarmi.
Ho deciso di lasciarmi vivere e non limitarmi a sopravvivere ».

                                       ALESSANDRO  DE  VECCHI    



giovedì 16 luglio 2015

Sogni d'una notte di mezza estate....

Rieccoci! Dove ci eravamo lasciati? In realtà non ci siamo mai lasciati, poichè quotidianamente il dialogo e la condivisione va avanti su uno spazio facebook che funzionata molto bene: si chiama "La danza dei pensieri e dell'inchiostro" ed ancora una volta lo pubblicizzo anche qui
https://www.facebook.com/groups/300912529932150/?fref=ts
Sono felice di dirvi che la mia collaborazione con Almax Magazine, dopo l'intervista di Aprile, si è trasformata in un rapporto di collaborazione mensile. Ogni 25 del mese la rivista esce online, con contenuti interessanti. Fra essi vi è una rubrica che mi è stata affidata e che si intitola "Dentro il racconto - di Alessandro De Vecchi-
Qui vi mostro il racconto pubblicato il mese scorso (Clicca sulle foto per ingrandirle e facilitare la lettura)


Per chi volesse leggere la versione sfogliabile direttamente dal sito, cliccare su questo link : http://ita.calameo.com/read/00212463650b8e908b542

La bella notizia è che ogni mese mi occuperò di questa piccola rubrica nella rivista.
Ma non è tutto: come ogni sogno di una notte di mezza estate che si rispetti, ho altro da comunicarvi.
Ho da tempo terminato il romanzo "Le risposte del silenzio" e posso annunciarvi con grande gioia che questa volta il libro NON sarà auto-prodotto, bensì vedrà la luce (prima di fine anno), GRAZIE AD UN EDITORE CHE HA CREDUTO IN ME !
Al momento non posso dare più informazioni, ma credetemi, ci sarà di che gioire.
Un abbraccio forte a tutti,

a presto 

ALE




venerdì 3 aprile 2015

Meticcio della vita, cittadino del mondo...


Rieccomi ! Che bello rientrare e trovarvi tutti, così diversi ma uguali, così fieri della vostra unicità.Voglio augurare ad ognuno di voi un giorno all'altezza del vostro animo e lo faccio con alcune brevissime considerazioni, che mi ronzano per la mente, dopo aver messo i piedi per terra all'aeroporto. Ho vissuto pochi giornI lontano da casa (Barcellona), ma ho avuto la conferma che ogni luogo "è casa" se lo vivi come tale. Ho immagazzinato nei bulbi oculari, e nei meandri intimi, migliaia di ricordi. Non voglio enfatizzare nè idealizzare nessun luogo del mondo in particolare, ma semplicemente celebrare ciò che di umanamente prezioso ho visto... e che si può scorgere ad qualunque latitudine se si ha l'attitudine a farlo. Non esistono frontiere quando: chi incontri abbatte le difficoltà del linguaggio, andando oltre a spagnolo, inglese o italiano. Decidendo di comunicare con occhi, mani, sorriso e soprattutto cuore. Quando "l'altro" si prende cura di te, aiutandoti, ancor prima che tu glielo chieda in qualche lingua. Quando osservi persone che si precipitano a tendere la mano ad una donna caduta dalle scale della metro, anzichè ignorarla per la fretta. Quando la parola straniero è solo un'invenzione burocratica e il pensiero d'essere tutti  "cittadini del mondo" è invece la realtà più evidente. Tutto questo, ed altro ancora, mi invoglia a continuare a dare tutto ciò che è nelle mie possibilità a questa umanità..che sa essere grande; quando ricorda di esserlo. VI ABBRACCIO.

ALESSANDRO  DE VECCHI

mercoledì 25 marzo 2015

Grazie Amax Magazine per questa intervista


CLICCATE SULLE FOTO PER INGRANDIRE E FACILITARE LA LETTURA




Un sentito grazie a tutti coloro hanno reso possibile tutto questo...ed ora un augurio : IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE! 

- ALESSANDRO  DE  VECCHI -

giovedì 19 febbraio 2015

FUGHE DALLE SALE D' ATTESA



FUGHE DALLE SALE D’ATTESA ( Alessandro De Vecchi)
Ho speso parte della mia vita in sala d’aspetto. Attendevo ogni volta qualcuno o qualcosa.
Ho aspettato spesso, da ragazzino, il suono della campana a fine lezione.
Ho aspettato d’avere il piede abbastanza lungo per indossare le scarpe che anelavo, l’altezza giusta per i jeans che speravo di poter vestire.
Ho aspettato d’aver l’età buona per non essere più snobbato dalla ragazzine, puntualmente interessate a “quelli più grandi”. Gli anni giusti per poter salire sull’ascensore da solo. Quelli buoni per poter guidare il motorino e poi l’automobile. Quelli esatti per poter mettere una X su una scheda elettorale.
Ho aspettato risposte dopo colloqui di lavoro. Dopo 10, 100, 1000 “le faremo sapere”.
Ho aspettato d’avere il portafoglio meno magro ed in grado d’offrirmi quel viaggetto, quella sudata vacanza.
Ho aspettato il triplice fischio dell’arbitro, dopo partite sofferte coi denti stretti e il cuore spremuto.
Ho aspettato con determinazione ed ottimismo una guarigione cercata e voluta. Dopo aver assaggiato i ferri del primario.
Ho aspettato treni in ritardo, su vagoni freddi o arsi dal sole bruciante…privi una volta di riscaldamento e l’altra di aria condizionata.
Ho aspettato in fila, col numerino in mano e senza scavalcare nessuno.
Ho aspettato fiducioso promesse fattemi, talune rispettate, tal altre totalmente disattese.
Ho aspettato telefonate, incontri: alcuni giunti dopo essere stati pattuiti, altri mai materializzatisi.
Ho aspettato con rispetto i tempi del prossimo, anche quando questo deliberatamente non rispettava i miei.
Ho aspettato speranzoso che finisse quel ritornello da disco rotto: “ uno di questi giorni ci si vede…uno di questi giorni…uno di questi giorni “.
Ho aspettato con discrezione e silenzio che il tempo facesse capire al mio interlocutore che un “fanatismo” è sempre poco utile, specialmente quando “seriale”.
Ho aspettato sino a conoscere tante tonalità di ogni sala d’aspetto.
Ho aspettato sino a giungere alla conclusione che non ho più voglia di aspettare.
Fretta? Impazienza? No, nulla di tutto ciò.
Semplicemente ho compreso che la vita non è nell’attesa del futuro né nel ricordo del passato, e neppure nell’avere costanti aspettative.
Ho aspettato di capire che non c’è nulla da aspettare, quando vivi veramente solo nell’eterno presente.

martedì 20 gennaio 2015

quelli che....


Forse suonerà poco "politically correct", ma almeno è tremendamente sincero. Non ho mai avuto “feeling” con una categoria di persone: quelle “tutte d’un pezzo”. Quelle col “petto arrogantemente sempre gonfiato”. Quelle ciniche. Quelle del “morte loro vita nostra”. Quelle che non perdono mai l'occasione di ostentare la loro importanza e le loro imprese. Quelle che demoliscono chi non la pensa come loro e nel frattempo parlano tanto di “fanatismo”. Quelle che per presentarsi mostrano stellette, distintivi, medagliette e titoli gerarchici. Quelle che non piangono mai. Quelle che hanno una rigidità mentale degna d'un addestramento. Quelle che sono talmente brave da non aver mai bisogno d’ interrogarsi su se stesse. Quelle che stanno sempre con la “ragione” e mai col “torto”.

Amo quelle semplici: quelle dopo averti chiesto “come stai”? restano addirittura ad ascoltare anche la tua risposta. Quelle che sono talmente forti da non aver paura di mostrare anche le proprie debolezze. Quelle che ammettono le proprie fragilità. Quelle sanno ancora piangere, di gioia e di dolore. Quelle che non risparmiano sull’intensità di un abbraccio o su una parola in più d’affetto. Quelle che qualche sano dubbio ogni tanto ce l’hanno. Quelle che sanno mettersi nei panni di chi è meno fortunato. Quelle che non ronzano sempre intorno alle “zone di potere”, eppure si sentono felici. Quelle che le ami da subito, basta osservare come sorridono senza prendersi troppo sul serio. Quelle che non sai neanche perché, ma sono parte di te.

Dimenticavo: buona vita "anime scalze".
  
ALESSANDRO  DE VECCHI

martedì 18 novembre 2014

A volte ritornano....

Rieccomi cari amici! Torno col sorriso e con le braccia aperte di chi sa che troverà sempre qualcuno pronto ad abbracciare senza risparmiare minimamente sull'intensità dell'abbraccio.
4 mesi: tanti ne sono passati dal mio ultimo intervento qui. Nessuna "assenza forzata", nessun "esilio programmato", semplicemente necessità... pura necessità dettata dalla vita.
Ho fatto molte cose nel frattempo. Ho scritto moltissimo e curato quotidianamente "la danza dei pensieri e dell'inchiostro"( il gruppo su facebook) : https://www.facebook.com/groups/300912529932150/?fref=ts
Anzi, invito chiunque mi stia leggendo a visitare quel "gruppo" aperto a tutti: è diventato un "giardino rigoglioso" di scambi umani, quel "laboratorio di spirito umanitario" che tanto sognavo quando, grazie ad un prezioso suggerimento, gli ho dato il "via".
Ora torno a "casa", torno qui, nel luogo del primissimo appuntamento con Voi. Torno perchè ne sento il bisogno, torno perchè sento che è arrivato il momento... un rientro naturale, spontaneo.
Sono stati giorni non sempre facili (eufemismo), ma ri-vivrei ugualmente tutto. Ogni difficoltà che ho superato, ogni lacrima che discretamente ed in silenzio ho versato, perchè mi ha reso più forte e mi è stata maestra ed amica.
Ho smesso di colpevolizzarmi duramente per ogni cosa che mi stava accadendo e mi procurava sofferenza.
Ho cessato di volermi così poco bene e compreso definitivamente che non si può voler bene a nessuno se non si parte col voler bene a se stessi in maniera sana.
Ho sospeso il vizio di giudicarmi, non sono diventato auto indulgente ed lassista (niente di tutto ciò, le visioni "estreme" non mi appartengono). Semplicemente ho compreso una grande lezione:

"Dai spontaneamente tutto te stesso e poi rilassati, la tua coscienza ha già fatto pace con se stessa. IL TEMPO sarà poi il miglior giudice, racconterà il tuo reale valore a chi ha orecchie per ascoltare e cuore per sentire. Questo perchè il tempo non mente mai, è galantuomo e restituisce sotto forma di frutti i semi piantati con amore. Al Tempo non si potrà mai nascondere nulla..lui troverà sempre senza neppure cercare ".

Qualcuno disse: << tre cose non possono essere nascoste troppo a lungo: il sole, la luna, la verità >>. Oh, meravigliosamente vero!.

Cari amici la notizia più importante però è un'altra: sto procedendo a passi spediti nella scrittura del nuovo libro. E' un romanzo, è ancora in fase si stesura e s'intitolerà "Le risposte del silenzio". La trama è davvero colma di sentimento, colpi di scena e profonde emozioni. Sono pieno di entusiasmo e voglio infatti oggi condividerne qui un brevissimo assaggio e la copertina (che potete vedere in alto ed è curata dalla mia cara amica Elisabetta Altimani).

 Buona lettura a chi ne ha piacere. Vi voglio bene, mi siete mancati!

- ALESSANDRO  DE VECCHI -

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« Caro, sii forte come le radici di una quercia e flessibile come i suoi rami, che si adattano al vento ma sorretti dal robusto tronco non si spezzano ».
Il meccanico annuì sorridendo ed il monaco riprese il racconto:
« Tua madre mi ha raccontato tutto. L’abbandono, il dolore che ti ha procurato ed i motivi che l’hanno spinta a lasciare l’Italia e voi due.
Non è mio compito giudicare, posso semplicemente dare opinioni, ma mai giudizi..il giudizio è sempre sintomo d’arroganza.
Mi ha confessato di essersi comportata come una ragazza madre ma irresponsabile, una sbandata entrata in un brutto giro…ne uscì poco dopo averti partorito ma alcune persone poco raccomandabili la minacciavano costantemente. 
Cercò protezione presso gli organi competenti, la storia con tuo padre era ormai naufragata e la paura per la tua sicurezza la spinse a lasciare l’Italia.
Partì per rifarsi una vita, per ripulirsi completamente da abitudini poco rispettose della propria dignità. Partì con la morte nel cuore per aver fallito come moglie, ma soprattutto come madre. Non ha mai perdonato sé stessa, neppure dopo 6 anni passati in un ashram indiano. 
Oggi tua madre Marta vive con un uomo conosciuto in India ma di origine vietnamita.
Mi ha confessato che non ti chiede di perdonarla, ma solo di poterti vedere ancora anche una sola volta nella sua vita ».
Pablo aveva ormai gli occhi rossi quanto il sangue che il mattino era gocciolato nel lavandino: « la incontrerò, le darò questa possibilità…non intendo far fiorire risentimento ulteriore perché mi è stato insegnato che quando la voglia di vendetta si fa strada nel cuore, occorre ricordare che due torti non fanno mai una ragione ».
Nando abbassò lo sguardo per nascondere l’emozione mentre il figlio proseguì:
« Lo farò, ma questa volta le condizioni le detterò ed a modo mio: sarò io quest’estate a raggiungerla in Vietnam. Andrò da lei e poi volerò verso il Nepal, da Lama Sny, così come mi ero ripromesso. 
Scelgo di andare io perché vorrei poter essere io questa volta quello che eventualmente, se non me la sentissi di ascoltare le sue ragioni, decide di alzare i tacchi. Sono stato abbandonato, non sopporto più l’immagine di qualcuno che mi volti le spalle e se spalle dovessero essere, questa volta, saranno le mie ». (continua.....)



lunedì 7 luglio 2014

La semina estiva


Estate,
anche se il meteo stenta a darle il benvenuto siamo nel pieno della stagione più calda dell'anno.
Estate: il periodo della spensieratezza, delle passeggiate all'aria aperta, delle vacanze e tutto ciò che ne è connesso....eppure ho parlato di semina.
Semina? Si chiederà qualcuno che in questo istante ha gli occhi appiccicati allo schermo. Ebbene sì: se vuoi far fiorire un giardino e li accogliervi più persone possibili non puoi pensare di "seminare" solo in determinata stagione, devi essere pronto a farlo con spirito brillante  per l'intero anno.
Ecco cosa sto facendo in questo lungo periodo di silenzi: scrivendo, scrivendo ed ancora scrivendo.
Bozze lette, rilette, cestinate e poi riprese e riscritte daccapo. Il nuovo libro che ho in progetto lentamente prende forma nella mente e nei fatti...parola dopo parola, accento dopo accento.

Martedì 24 Giugno però una "pausa", un momento piacevole vissuto in prima persona ed a servizio di una causa "nobile". Sono stato ospite dell'associazione "Punto donna" , per la quale avevo scritto  il racconto "caffè zucchero e vaniglia" (contenuto nella raccolta di racconti  "Voci e sussurri) http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1062473 i cui proventi vanno in beneficenza.
Un piacevole conferenza, tenuta nell'ex convento annunciata alla presenza di cittadinanza, degli organizzatori, degli autori dei vari racconti e dello scrittore Paolo Savini.
Stralci di racconti sono stati letti da noi autori, altri recitati splendidamente da un'esperta attrice di teatro.
Un'esperienza emozionante, ma soprattutto importante, per un tema delicato e tristemente attuale...dove occorre mantenere alta la "soglia d'attenzione"  e unire le capacità di uomini e donne e collaborare oltre agli inutili "dualismi".

Un abbraccio a tutti ... a presto, magari dopo la "semina estiva".

ALESSANDRO DE VECCHI


lunedì 12 maggio 2014

Un libro per una causa valida

Amici! Vi invito con tutto il cuore a dare un'occhiata a questo libro di cui qui di seguito riposto il link: 

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1062473
 
Fa parte di un'importante iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza su donne. 
Sono stato contattato da questa associazione (Punto donna) e HO AVUTO L' ONORE DI ESSERE SCELTO PER SCRIVERE UNO DEI RACCONTI CHE FANNO PARTE DEL LIBRO.


Si tratta di una raccolta di pensieri e riflessioni di donne e uomini, sì, anche uomini espressi con brevi racconti, storie e poesie a cura dell'Associazione ONLUS Punto Donna di Vigevano (Pv). Perché raccogliere i sussurri e le voci di donne e uomini? Per dire a voce alta che una società che genera violenza è una società malata. I testi parlano di sofferenze che hanno un denominatore comune: il rispetto per la vita di tutti.

Lascio qui le "scansioni" delle pagine del mio racconto (cliccare sulle foto per ingrandire la lettura)...Invito tutti ad andare sul sito e fare un regalo utile ad una causa ancora più utile.

Un abbraccio - ALESSANDRO DE VECCHI-





    

giovedì 3 aprile 2014

CUORI IN VENDITA

  

    CUORI  IN VENDITA

Giro le chiavi nel cruscotto, 
percorro la provinciale.
Solo il ronzio dei cilindri fa visita ai miei timpani.
Strade vuote,
capannoni abbandonati;
il solo ospite è un cartellone che reca un annuncio
ripetitivo quanto un mantra: cedesi attività.
L'indice cerca il pulsante che mette a tacere il silenzio.
Lo stereo tossisce canzoni amiche:
loro non hanno nè servi nè padroni.
Tutto è maledettamente immobile,
o forse sono i miei pensieri a mulinare in fretta.
Le gomme masticano asfalto usurato
tentando di mettersi in salvo da buche 
spesse quanto crateri.
Un tramonto si nasconde dietro ad una fabbrica fantasma,
scopre di non aver più pubblico 
e forse se ne dispiace 
mentre passa il testimone alla Luna pallida.
Un altro giro di chiave nel cruscotto,
ruoto il volante come si fa con un timone
sulla rotta versa casa.
Sento segnali provenire dal mio cuore:
bum-bum, bum-bum.
E' lì, c'è ancora:
su di lui non c'è posto
  per annunci di vendita.  


- ALESSANDRO  DE VECCHI -  ©


N.b: foto tratta dal video "Rocky ground" - Bruce Springsteen -