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martedì 25 maggio 2021

Bordo di Viganella (Bordo Bodhi Path). Vi descrivo il mio ritiro in occasione del Vesak 2021

 

Lavorare con le proprie afflizioni mentali: accettare, comprendere e trasformare ogni aspetto più oscuro del proprio presunto “io” (o per meglio dire, dell’illusione e dell’idea che abbiamo di noi stessi.)

Ecco cosa significa fare un ritiro spirituale. Molte persone mi hanno chiesto: «Perché di tanto in tanto fai ritiri? Che senso ha ritirarsi per un po’? E' forse per chiudere momentaneamente le finestre spalancate sulla mondanità, attutire i chiacchericci superflui, il caos e la sovraesposizione agli stimoli esteriori?»

Rispondo sempre a questo genere di domande, che questa non è la domanda corretta, semmai bisognerebbe chiedersi: «Che senso ha auto infliggersi quotidianamente una dose di veleni mentali che prima o poi ci renderanno ciechi, sordi e inconsapevoli della nostra vera natura ultima?»

Fare un ritiro non è allontanarsi dal mondo, rifiutare qualcosa in cambio d’altro, ma è semmai (come disse un qualcuno di famoso) “essere nel mondo senza essere del mondo”.

Ecco la chiave, saper emanciparsi dagli attaccamenti corrosivi. Godere del qui ed ora, di quel che si ha, senza rifiutare nessun aspetto del quotidiano, senza cadere dell’abitudine reiterata di etichettare ogni cosa in maniera duale, poiché tutto, anche quando non lo capiamo a livello logico-razionale, è un ottimo carburante per proseguire verso l’auto liberazione.

Lavorare con tutto significa proprio fare di ogni occasione (piacevole o spiacevole che ci appaia) un insegnante. Fare in modo che diventi il fango senza il quale il loto non può sbocciare.

Un grande maestro tibetano disse: «L’immagine sporca del tuo viso allo specchio ti è utile. Ciò che devi ripulire è il tuo essere, non la superficie dello specchio.»

Con queste idee sono partito per Bordo di Viganella: villaggio dedito alle attività di Dharma e comunità montana situata in Val Antrona (Vb), a pochi chilometri da Domodossola, ma distante anni luce dal frastuono mentale dei centri commerciali e delle insegne lampeggianti che ci illudono di poter comperare la felicità in offerta scontata.

Bordo, situato a 720 m, è un villaggio raggiungibile solo a piedi. Inerpicandosi lungo un sentiero che intraprendi dopo aver lasciato la tua auto a fondo valle, e con essa aver lasciato cadere tutti i concetti e i preconcetti su come la tua vita sia “giusta o sbagliata” “vincente o fallimentare”.

Lo zaino, pur ridotto all’essenziale per i pochi giorni di permanenza, pesa sulle tue spalle, mentre passo dopo passo cerchi di raggiungere la destinazione e registrare il tuo nome ai monaci che ti attendono.

Ma quel peso ti ricorda di tutto ciò che ti può spogliare, di quante cose superflue appesantiscono ogni giorno la nostra consapevolezza.

Così sono giunto in quel luogo: con le spalle fortificate e la mente pronta ad assumere l’aspetto di un bicchiere trasparente. Le impurità c’erano e ci sono ancora, semplicemente le ho lasciare sedimentare sul fondo, senza rimestarle. Deliberatamente prendendone atto senza intervenire con operazioni inconsapevoli che avrebbero causato ancora maggior confusione.

“Lascia cadere ogni cosa come una foglia che doveva cadere proprio in quel punto.  Semplicemente siedi ed osserva. Stop. Fine dei giudizi. Inizio della pace”.

Ecco cos’è stato il mio ritiro in occasione del Vesak (commemorazione della nascita, illuminazione e parinirvana del Buddha). Tutto qui? Si potrebbe pensare.

Il problema è proprio questo: pensiamo troppo! Crediamo che le risposte giungano torturandoci, ma al termine di lunghi silenzi accanto ad amici e maestri qualificati, ho trovato più risposte che domande, alle quali neppure mi ero sottoposto.

C’è stato spazio per tutto: per la condivisione del cibo, per le risate, l’allegria, il sonno, la veglia, il silenzio e la parola al momento giusto.

Mi è stato chiesto, prima di partire, di descrivere e raccontare questo ritiro a parole, non so farlo più di così: le parole sono contenitori limitati, anche troppo, per cui vi lascio alle immagini e alla saggezza di un Lama vissuto nel secolo scorso, forse egli incarnerà lo spirito che vorrei poter saper descrivere.

(Alessandro De Vecchi)

 

 La meditazione naturale

di Lama Guendune Rinpoche

Lascia questa mente, la tua, distesa, senza artifizio.
In questo stato, guarda il moto dei pensieri,
fissa questo movimento senza forzare.
In questo stato si rivela la calma.

Nessun attaccamento alla calma,
nessuna paura del movimento.
Nessuna differenza tra la calma e l’attività:
riconosci questi due stati come fenomeni mentali che
sorgono dalla mente.
In questo stato riposa……

Senza aggrapparti, senza attaccamento, nell’essenza naturale.
In questo stato, sorgerà l’essenza della tua stessa mente,
saggezza, radiosa vacuità, e non avrai parole…….
in questo stato, spunterà una stabilità naturale.

Non dare alla stabilità un valore speciale,
ma sii spontaneo, naturale e libero.
Non attaccarti alle creazioni della mente e non respingerle
ma, per favore, dimora.

   

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venerdì 23 aprile 2021

Il settimanale "La Libertà" parla di "Nulla da insegnare molto da condividere"- presentazione online 25 Aprile Con "Iniziativa Donna"

 

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Ringrazio sentitamente il settimanale ''La Libertà" per questo splendido articolo che riprende il mio libro #NullaDaInsegnareMoltoDaCondividere e la diretta online che si terrà Domenica 25. Ore 17,30 sulla pagina FB "Iniziativa donna" e sul gruppo FB "La danza dei pensieri e dell'inchiostro'' . Vi aspettiamo numerosi 🙏❤️ Grazie

https://www.facebook.com/groups/300912529932150

martedì 20 aprile 2021

Domenica 25 aprire. Ore 17.30 Presentazione "Nulla da insegnare molto da condividere" con l'associazione "Iniziativa donna"

 

Domenica 25 aprile. Ore 17,30 ma di tanto in tanto lo ricorderò. Ringrazio 

Nunzia Fontana 
e 
Mariachiara Rodella
 . E facciamo auspici affinché questi momenti di cultura tornino a svolgersi anche "in presenza" 





sabato 3 aprile 2021

Due spezzoni dal film Samsara

 


Due scene tratte da "Sette anni in Tibet" - La lettera al figlio e il "nemico" come prezioso insegnante di pazienza


 

Scrittura meditativa








  


 

Inizia la mia collaborazione con la start app HappyChant

          https://www.facebook.com/happychantapp/


La novità è che collaboro con questa start app davvero benefica e innovativa...

l'hanno progettata ragazzi davvero motivati, fra cui anche giovani italiani.

 Presto ci sarà anche una sezione che farà riferimento ad alcuni miei piccoli spunti. 

Invito davvero tutti a seguire la loro pagina facebook e scaricare l'app.




venerdì 5 marzo 2021

sabato 27 febbraio 2021

Altri due articoli per il saggio "Nulla Da Insegnare Molto Da Condividere" (Alessandro De Vecchi)

 

Qui sopra l'articolo del Settimanale abbiatense "Eco della città"


Questo è invece il settimanale magentino "Settegiorni"